Magneti Marelli, fusione in un nuovo gruppo Fca

23 Settembre 2018

Le Rsa: «La fabbrica di Sulmona rafforzata, scongiurata cassa integrazione» Ma la Uil frena: «Aspettiamo di capire se c’è la volontà a fare investimenti»

SULMONA. Magneti Marelli e Sistemi sospensioni vanno verso la fusione all’interno del più grande gruppo industriale Ride Dynamics Business Line, che ingloba il comparto ammortizzatori e quello delle sospensioni di Fca. Questo il risultato dell’incontro tra le Rsa aziendali e i vertici dello stabilimento sulmonese, secondo quanto riferito dai sindacati.
«Il nostro stabilimento ne esce rafforzato», sottolineano le Rsa Fim-Cisl, Uilm e Uglm, «mentre sulle voci circolate su un ricorso alla cassa integrazione la direzione aziendale ha ricordato che dal giugno 2016 non sono stati più utilizzati gli ammortizzatori sociali, raggiungendo la piena occupazione all’interno dello stabilimento e in più continuando a usufruire di manodopera somministrata».
Dal canto suo, invece, la segreteria della Uil frena l’entusiasmo. «Bene la fusione del core business di sospensioni e ammortizzatori all’interno della Magneti Marelli, ma attendiamo di capire se c’è la volontà da parte del nuovo gruppo di fare nuovi investimenti industriali, che auspichiamo per la crescita non solo dello stabilimento, ma di tutto il territorio peligno, alle prese da troppo tempo con una situazione difficile», fanno notare Angelo Gallotti, segretario Uilm L’Aquila Teramo, e Nicola Manzi, coordinatore regionale Uilm Abruzzo. I sindacalisti, inoltre, sottolineano che al momento non si sa nulla sulle modalità di cessioni del gruppo.
«Se da un lato un gruppo più forte può apparire come una garanzia in più per tutti i 605 dipendenti, che dal 2016 rappresentano una situazione di piena occupazione per di più integrata dall’utilizzo di lavoratori somministrati», aggiungono Gallotti e Manzi, «dall’altro non si hanno ancora certezze in merito alle modalità di vendita del gruppo. Come Uilm, auspichiamo che le scelte del board Fca in merito al marchio Magneti Marelli, sia nell’ipotesi della vendita sia dello spin off, rendano possibile che lo stabilimento di Sulmona nella sua interezza rimanga dentro un’ottica di gruppo, ragion per cui diciamo no ad uno spezzatino che non gioverebbe a nessuno. Ovviamente, siamo pronti a fare la nostra parte per far sì che si adottino le soluzioni migliori, a beneficio di lavoratori e famiglie».
I lavoratori impiegati dalla Magneti Marelli resteranno col fiato sospeso fino a quando l’operazione cessione non sarà conclusa. A novembre scorso il ritorno agli straordinari aveva surriscaldato il clima all’interno della Marelli, nonostante la nuova turnazione avviata sul modello Sulmona dei 17 turni, che ha surclassato quello americano dei 18.
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