Magneti Marelli premia i super operai

Sulmona, busta paga di marzo più pesante tra 1.080 e 820 euro. Uilm, Fim e Uglm: «Qui risorse umane importanti»
SULMONA. La qualità della manodopera del Centro Abruzzo paga. Nel senso che sono in arrivo nelle buste di questo mese dei dipendenti della Magneti Marelli i premi di produzione o di redditività. Per la prima e seconda fascia degli operai saranno accreditati 1.080 euro sullo stipendio, per la terza e quarta 880 e per la quinta 820. Nel complesso sono arrivati nelle tasche dei lavoratori circa 6.759 euro ciascuno negli ultimi quattro anni. Un dato che racconta di un’azienda in salute, che è riuscita grazie al suo know how a conquistare la multinazionale giapponese che l’ha rilevata e che subentrerà ufficialmente nei prossimi mesi. Il colosso nipponico Calsonic Kansei Corporation è leader nel comparto indipendente della componentistica per auto e non dipende direttamente da grandi case automobilistiche, con un fatturato di 15,2 miliardi di euro.
Una dotazione economica importante, che fa il paio con gli importanti investimenti già fatti sullo stabilimento sulmonese nei due anni precedenti e con quelli appena realizzati a gennaio scorso. Tra questi ultimi ci sono l’automazione della linea mozzi (sostegni delle ruote), la revisione di due forni per la verniciatura, lo scarico automatico di due linee produttive. Inoltre, nel biennio 2017-2018 sono stati stanziati altri 9 milioni e 500.000 euro, investiti per nuovi macchinari e per un’ottimizzazione dei processi produttivi già esistenti, per la formazione professionale e tecnica. Da qui le Rsa di Fim, Uilm e Uglm rivendicano il ruolo di «polo produttivo di qualità» che rappresenta la fabbrica sulmonese che dà lavoro a più di 600 persone.
«Lo stabilimento della Sistemi sospensioni Marelli è ancora oggi polo strategico e di qualità nel mondo della componentistica dell’automotive», interviene Roberto Pizzacalla della Uilm, anche a nome di Fim e Uglm, «tutto ciò grazie al dovere e al senso di responsabilità dei lavoratori e delle lavoratrici di Sulmona e grazie alla coerenza delle scelte intraprese, nel rispetto della condivisione di interessi nella logica del ruolo contrattuale, nella condivisioni di interessi e nella logica di crescita aziendale».
Per questo, secondo i sindacati, il sito sulmonese continua a recitare un ruolo da protagonista nel comparto della componentistica per auto da circa 50 anni. «Ancora oggi, come da quasi mezzo secolo, la Magneti Marelli garantisce e assicura livelli occupazionali e la vita economica della Valle Peligna», aggiungono le Rsa Fim, Uilm e Uglm, «il sito di Sulmona ha dimostrato e dimostra di avere tecnologiche e risorse professionali, umane e tecnologiche per sostenere produttività e occupazione. Siamo consapevoli che con il cambio societario Fca-Magneti Marelli CK Holdings, ormai prossimo, è necessario un piano industriale che mantenga e incentivi l’occupazione nel territorio peligno». La vendita al colosso giapponese ha rassicurato gli animi in città sul destino dello stabilimento sulmonese. Era stata rassicurata dalla solidità del gruppo nipponico, con 200 stabilimenti in quattro dei cinque continenti, anche il sindaco Annamaria Casini. L’operazione rappresenta un’opportunità unica di combinare due business di successo per creare uno dei principali fornitori mondiali indipendenti di componenti automobilistici, con un fatturato complessivo di 15,2 miliardi di euro. L’integrazione è un passo decisivo verso l’ambizione strategica di entrambe le aziende di diventare un fornitore di primo piano, diversificato a livello globale. Lo stabilimento di Sulmona è stato sempre all’avanguardia, tanto da creare il modello sulmonese sui 17 turni settimanali di lavoro, uno in meno della turnazione americana di Fca.
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