Magneti Marelli, tre assemblee convocate sul futuro del sito

Martedì e mercoledì i delegati sindacali incontreranno i circa 650 dipendenti dello stabilimento Al centro dei colloqui l’annunciato ricorso agli ammortizzatori sociali e i cento esuberi paventati
SULMONA. L'ombra degli ammortizzatori sociali torna sullo stabilimento Magneti Marelli di Sulmona e le organizzazioni sindacali convocano le assemblee. Martedì e mercoledì i delegati delle parti sociali incontreranno i circa 650 dipendenti dello stabilimento che produce componentistica per l’automotive. L'obiettivo sarà proprio quello di fare il punto su quanto accaduto nelle ultime settimane e di capire come le novità comunicate nell'incontro con la proprietà a Roma potranno cambiare il futuro della fabbrica.
Si partirà martedì 26 con la prima assemblea dalle 22 a mezzanotte. Il primo turno e quello normale si riuniranno mercoledì 27 dalle 9.30 alle 11.30, mentre il secondo dalle 14 alle 16. Le assemblee si svolgeranno tutte nel locale mensa e saranno incentrate su un resoconto dettagliato dell’incontro con i vertici nazionali di Magneti Marelli a Roma.
Parteciperanno ai confronto con i lavoratori, oltre ai rappresentanti sindacali di stabilimento, le segreterie nazionali, regionali e territoriali di Fim-Fiom, Uilm-Uil e Uglm: Stefano Boschini, Maurizio Oreggia, Gianluca Ficco, Antonio Spera, Amedeo Nanni, Giampaolo Biondi, Elvira De Sanctis, Michele Paliani e Domenico Amiconi. Sarà quindi l’occasione per capire in che modo la decisione dell’azienda di andare avanti con la produzione del Ducato fino al 2028 si ripercuoterà sull’andamento del sito e se l’annuncio di un possibile ricorso agli ammortizzatori sociali a partire da giugno sarà confermato o meno.
Durante il confronto tra i rappresentanti nazionali e locali delle sigle sindacali e gli operai di Magneti Marelli di Sulmona, si parlerà anche dei cento esuberi annunciati dalla proprietà per il 2024. Bisognerà capire in che modo saranno gestiti questi numeri e se verranno eventualmente previste delle agevolazioni per poter consentire l’uscita anticipata dei dipendenti dalla fabbrica.

