«Mai problemi col collega Paolo»
Il dolore dei dipendenti dell’Asm: «Amava la solitudine e la vita in campagna»
BARISCIANO. «Esprimiamo profondo dolore per la scomparsa del nostro collega Paolo D’Amico e siamo vicini ai suoi familiari ai quali vanno le nostre più sentite condoglianze».
Le organizzazioni sindacali e le Rsu dell’Asm, l’azienda partecipata del Comune che gestisce la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti dove il 55enne lavorava, non hanno aggiunto altro. E del resto nell’azienda, con il personale diviso tra Campo di Pile e Bazzano, la notizia ha lasciato tutti attoniti e con poca voglia di parlare. Quasi a voler rispettare la riservatezza di quel collega trovato morto in casa. Un omicidio sul quale ieri mattina si sono in tanti interrogati cercando di trovare quelle risposte che forse potranno arrivare solo al termine delle indagini. Qualche collega racconta di come fosse un “mago” nel restauro di oggetti e mobili, del suo amore per i cani. Già da un po’ era stato trasferito al deposito a Campo di Pile, ma anche lì il copione era lo stesso. Una vita riservata, di cui poco o nulla si sapeva. Certo era nota la scelta fatta ormai da tempo di costruire quella casa in campagna. «Amava la solitudine» dice un collega, «e lì si trovava a suo agio». Niente moglie, né figli e neanche un rapporto sentimentale stabile ma solo la sua “vecchia” famiglia rimasta a vivere a Roma. «Era un uomo di poche parole, ma con lui non ci sono stati mai problemi. È difficile pensarlo come la vittima di un’aggressione così brutale».
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