«Mai recuperate le targhe che ricordano i pm eroi»

L’AQUILA. «È passato più di un anno dalla riapertura del palazzo di giustizia dopo i restauri, ma ancora non sono ricomparse le due targhe commemorative in ricordo dei magistrati uccisi dai...
L’AQUILA. «È passato più di un anno dalla riapertura del palazzo di giustizia dopo i restauri, ma ancora non sono ricomparse le due targhe commemorative in ricordo dei magistrati uccisi dai nazifascisti, Pasquale Colagrande e Mario Tradardi».
La denuncia, al sindaco Massimo Cialente e agli organi apicali del tribunale, la seconda dopo parecchi mesi, arriva dall’avvocato Angelo Colagrande, il quale si fa portavoce anche di partigiani e altri personaggi. Le due targhe marmoree campeggiavano nel palazzo di giustizia e ogni 25 aprile erano al centro delle numerose cerimonie per la Liberazione. «Non va sottovalutato per capire il significato della dimenticanza», aggiunge, «che nella Corte di assise di Ferrara c’è da 20 anni una lapide che dà all’aula stessa il nome del magistrato Colagrande».«Fino al 6 aprile 2009 il ricordo dei due giuristi copriva l’intera parete dell’atrio che porta alle aule di udienza del tribunale, scandite dall’elogio di Pietro Calamandrei. Ora è davvero triste il fatto che le lapidi sono da sette anni accatastate in un magazzino di Avezzano a marcire. Questo significa che la città è cambiata in tutto e anche nei valori più sacri».
Ma vediamo chi erano questi due personaggi. Poco dopo la caduta del fascismo Colagrande si affrettò a recarsi nelle carceri di Ferrara, città dove lavorava come pm, ordinando la scarcerazione di tutti i detenuti politici che vi erano trattenuti. Questo suo gesto non fu dimenticato dai fascisti ferraresi che, un mese dopo l'armistizio, arrestarono il procuratore insieme con altri partigiani. Rinchiuso in carcere, Colagrande rifiutò di evadere secondo la proposta che gli aveva fatto il direttore della prigione tenendo in considerazione il ruolo del magistrato. Poi fu fucilato dai Repubblichini. Eroico anche Tradardi, giudice partigiano, di Foligno, già procuratore all'Aquila, amico di Colagrande, caduto combattendo contro i tedeschi.(g.g.)
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