«Malati solo nell’ospedale Covid» Ed è nuova lite L’Aquila-Pescara

21 Agosto 2021

Biondi: «Oltre 50 pazienti oncologici bloccati». Da qui la richiesta a utilizzare la struttura della costa Pezzopane chiede chiarimenti al ministro Speranza e al commissario per l’emergenza Figliuolo

L’AQUILA. Ci sono più di 50 pazienti oncologici che attendono di sottoporsi a un intervento ma che non possono a causa di ritardi e sospensione delle attività congelate per la crisi pandemica. Nasce soprattutto da questo la polemica innescata dal sindaco dell’Aquila e presidente del comitato ristretto dei sindaci, Pierluigi Biondi, dopo le affermazioni del coordinatore regionale dell’unità di crisi per l’emergenza Covid, Alberto Albani, secondo cui non si possono concentrare nel Covid hospital regionale di Pescara i ricoverati in terapia intensiva dislocati negli ospedali di tutto l’Abruzzo. Biondi ha lanciato un appello affinché tutti i malati Covid in terapia intensiva vengano trasferiti nella struttura pescarese costata 11 milioni e 124mila euro.
«Aprire un modulo, come il G8, per soli sei pazienti», ha spiegato Biondi, «richiede la presenza di cinque anestesisti, almeno dieci infermieri e quattro operatori socio-sanitari. Impegnare questo personale con ospedalizzati Covid implica la distrazione da altre incombenze con conseguente differimento di attività determinanti per la salvaguardia dei livelli assistenziali. Anche l’assunzione di nuove unità lavorative è complessa: anestesisti e infermieri sono molto ricercati e neanche con bandi di concorso e avvisi si riesce a reperirli. Una delle criticità messe in luce dalla crisi pandemica», ha aggiunto Biondi, «è la cronica carenza di personale negli ospedali, acuita in Abruzzo dal blocco del turnover all’80%, stabilito dalla precedente amministrazione regionale». Nell’ospedale dell’Aquila, entro ottobre, dovrebbero terminare i lavori della nuova ala interna dedicata ai pazienti Covid. Per questo, secondo Biondi, «il trasferimento nella struttura pescarese sarebbe una soluzione temporanea, non a tempo indeterminato». Il sindaco accusa poi il Pd di “colpevole ritardo” chiamando in causa l'onorevole Stefania Pezzopane e l’ex sindaco Massimo Cialente, che, «pur essendo parte integrante della coalizione che ha nominato Albani, si sono finalmente accorti di una necessità non più rinviabile». La Pezzopane, intanto, ha annunciato che presenterà una richiesta di intervento al ministro Roberto Speranza, al commissario Francesco Paolo Figliuolo e alla Corte dei Conti. «Quello che sta accadendo», ha affermato, «e che abbiamo denunciato da subito nell’indifferenza generale, è inaccettabile. Finalmente anche il sindaco dell’Aquila si sveglia dall’omertoso silenzio di 12 mesi e si accorge che l’ospedale Covid non viene utilizzato per il suo vero scopo. Il sindaco è tenuto ad andare fino in fondo, non solo con Albani – le cui dichiarazioni lasciano inorriditi – ma chiamando in causa i veri artefici di tutto ciò: il presidente Marco Marsilio e la sua giunta. Il sindaco non se la può cavare con un bisticcio con Albani».
Pezzopane ha poi ricordato come «l’ospedale Covid sia stato realizzato in meno di tre mesi con fondi della Protezione civile richiesti ad Arcuri e Borrelli per una struttura regionale. Ora deve servire tutta la regione e accogliere i pazienti Covid provenienti dalle altre Asl». Per il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci (Pd), «questa situazione dimostra che quei fondi concentrati su Pescara non servivano: erano previsti 220 posti letto. Perché non si attivano? E perché i macchinari acquistati per le terapie d’emergenza non vengono messi in uso?».
©RIPRODUZIONE RISERVATA