Malore per il caldo, escursionista salvato

16 Luglio 2023

Recuperato in elicottero e portato in ospedale, si stava arrampicando sul Corno Piccolo. Le raccomandazioni degli esperti

L’AQUILA. Colto da un malore durante un’arrampicata sul Gran Sasso, probabilmente a causa del caldo, alpinista 75enne di Voghera riesce a chiamare il 118 e a farsi recuperare in elicottero. Il soccorso alpino e speleologico d’Abruzzo, che ha soccorso lo sportivo, consiglia di evitare pareti impegnative al sole in questi giorni caratterizzati da temperature torride. È accaduto ieri.
L’ALLARME
Stava scalando la parete del Vecchiaccio, a quota 2.385 metri, sul Corno Piccolo, quando, al secondo tiro, è stato colto da un malore. Fortunatamente è riuscito a chiedere aiuto al 118 facendo scattare il protocollo dei soccorsi in montagna. Tempestivo l'intervento dei tecnici del Soccorso alpino e speleologico e del personale sanitario del 118, decollati a bordo dell’elisoccorso dall’aeroporto di Preturo, vicino L’Aquila. L'escursionista è stato quindi recuperato e trasportato in elicottero all’ospedale di Teramo.
LE RACCOMANDAZIONI
In queste giornate di caldo torrido il Soccorso alpino e speleologico raccomanda di astenersi dall’affrontare salite eccessivamente impegnative, specialmente sui versanti completamente esposti al sole e privi di fonti di approvvigionamento di acqua. «I pericoli dovuti al caldo, quali i colpi di calore e gli sfinimenti», spiega il presidente del Cnsas Abruzzo, Daniele Perilli, «sono dietro l’angolo e possono risultare fatali in ambiente impervio, dove il fisico è sollecitato oltremodo e dove è richiesta la massima attenzione. Prima di partire per un’escursione è bene informarsi sempre sulla presenza di fonti d’acqua e sul loro stato. Si deve cercare di partire alle prime ore del mattino, evitando di camminare nelle ore più calde, portando sempre con sé nel proprio zaino almeno 2,5 litri d’acqua a testa, frutta fresca, accessori adeguati per coprirsi dal sole, cappello, telino, occhiali e creme protettive», raccomanda Perilli, «inoltre lo zero termico è oltre i 4.800 metri, questo significa che anche una semplice escursione può rivelarsi inaspettatamente difficoltosa. Da parte del Soccorso alpino un appello a seguire queste regole, affidandosi al buon senso ed evitando attività all’aperto durante le ore più calde del giorno, prediligendo le ore mattutine rispetto a quelle serali».
L’ALTRO INTERVENTO
Il giorno prima, le squadre di terra dell’Aquila e di Teramo dello stesso Soccorso alpino avevano recuperato padre e figlia di Rieti rimasti bloccati vicino Picco dei Caprai, a 2.200 metri, rimasti intrappolati nella nebbia.
©RIPRODUZIONE RISERVATA