Maltrattamenti ai danni di operai, processo da rifare

20 Giugno 2019

SULMONA. Tutto da rifare nel processo che vede coinvolta una ditta di Sulmona e un’impresa associata, quest’ultima accusata di maltrattamenti nei confronti di alcuni lavoratori romeni. Il giudice del...

SULMONA. Tutto da rifare nel processo che vede coinvolta una ditta di Sulmona e un’impresa associata, quest’ultima accusata di maltrattamenti nei confronti di alcuni lavoratori romeni. Il giudice del tribunale dell’Aquila ha infatti deciso che la procura del capoluogo non aveva competenza alle indagini sui rapporti tra le Imprese associate Meg Costruzioni-Salvatore e Di Meo e l’impresa romena ritenuta responsabile di trattamento deteriore nei confronti dei propri lavoratori, che avrebbero avuto origine a Teramo e non all’Aquila. A sollevare l’eccezione che rimette tutto in discussione, è stata la ditta Salvatore e Di Meo, assistita dall’avvocato Alessandro Margiotta. In sostanza il Tribunale dell’Aquila ha condiviso quanto da sempre eccepito dalla difesa: la Procura aquilana non era competente ad avviare alcuna indagine nei confronti dell’impresa, provvedimento che fa seguito a quello già ottenuto in sede di Cassazione che, con sentenza del 2015, aveva a suo tempo annullato le ordinanze cautelari rilevando l’assenza di una qualsivoglia ipotesi di reato. «In parole povere chi ha compiuto le indagini doveva trasferire il fascicolo alla Procura di Teramo senza coltivare un procedimento monco all’origine», spiega Margiotta, «resta ovviamente l’amarezza per quanto hanno dovuto subire gli indagati costretti oramai da anni ad affrontare processi e interminabili udienze per far valere le proprie ragioni».
A questo punto tutto dovrà ricominciare, nel caso in cui la procura di Teramo dovesse ritenere sussistente il capo d’imputazione, dinanzi al giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Teramo. (c.l.)
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