Manca il numero legale, centrodestra in difficoltà

Consiglio comunale aperto e chiuso. Il presidente Tinari: «Un grazie agli assenti» L’opposizione tuona: «Maggioranza in caduta libera». Biondi respinge le accuse
L’AQUILA. Ancora un consiglio comunale sospeso per il venir meno del numero legale a causa delle assenze in maggioranza. A dire il vero, la seduta di ieri – nella quale erano stati calendarizzati ordini del giorno quasi solo di routine, ad eccezione di un’interrogazione della minoranza sulle ricadute a livello locale del decreto sicurezza – non è nemmeno iniziata.
Dopo aver fatto l’appello, al quale avevano risposto “presente” 24 consiglieri, di cui solo 15, però, della maggioranza, il presidente Roberto Tinari ha subito messo ai voti, saltando la discussione (già avvenuta in una precedente seduta), il primo ordine del giorno (il riconoscimento di un debito fuori bilancio). Constatate le numerose assenze tra i banchi della maggioranza, l’opposizione ha lasciato l’aula e a quel punto, al momento della votazione, Tinari non ha potuto far altro che prendere atto della situazione e dichiarare sospesa la seduta.
A marcare visita, nelle fila del centrodestra, sono stati Vito Colonna e Giancarlo Della Pelle (Forza Italia), Daniele Ferella ed Elisabetta De Blasis (Lega) e Leonardo Scimia (Benvenuto presente), che non si sono proprio presentati. Raffaele Daniele (Udc), presente all’appello, ha dovuto invece lasciare l’aula prima del voto per impegni professionali.
Decisiva è stata anche l’assenza di Pierluigi Biondi: il regolamento, infatti, prevede che il sindaco, a differenza degli assessori, venga conteggiato tra i consiglieri. Per quanto riguarda la giunta, erano presenti solo Guido Quintino Liris, Emanuele Imprudente e Annalisa Di Stefano. Non pervenuti Alessandro Piccinini e Sabrina Di Cosimo, benché dovessero riferire su alcuni punti all’ordine del giorno.
«Un grazie agli assenti», è sbottato Tinari prima di sospendere i lavori e rimandarli a una seconda convocazione, che peraltro non era nemmeno prevista. Il consiglio tornerà infatti a riunirsi il 29, con eventuale seconda convocazione fissata per il giorno successivo, ma solo per approvare, in tempi contingentati, visto che la legge impone di farlo entro il 30 novembre, la variazione al bilancio di previsione. «Abbiamo assistito a una vergognosa disattenzione nei confronti dei problemi della città e a un’imbarazzante assenza del più elementare senso delle istituzioni», attacca l’opposizione. Biondi, però, rigetta ogni accusa di assenteismo. Attraverso l’avvocato del Comune dell’Aquila, Domenico De Nardis, il primo cittadino ha precisato di aver presenziato, finora, 19 delle 21 adunanze del consiglio: «Il 90 per cento».
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