Manca lo sfidante di Giovagnorio I rivali politici si sono “incartati”

La lista del primo cittadino uscente resta al momento l’unica in corsa per le amministrative di ottobre Riunioni febbrili tra gli altri gruppi, ma finora non c’è intesa su chi sarà il candidato della coalizione
TAGLIACOZZO. Manca una settimana alla presentazione delle liste e nessuno ancora sa quanti, a Tagliacozzo, saranno gli schieramenti in campo a contendersi la vittoria alle elezioni amministrative del 3 e 4 ottobre.
Di certo finora c’è solo una lista: “Prospettiva futura”, che oltre a ricandidare il sindaco uscente, Vincenzo Giovagnorio, il vicesindaco Roberto Giovagnorio, la presidente del consiglio Anna Mastroddi, il capogruppo consiliare Lorenzo Colizza, gli assessori Giuseppe Mastroddi e Chiara Nanni, è riuscita ad assicurarsi anche l’apporto di candidati di peso, come, ad esempio il noto commercialista, Augusto D’Alessandro.
A questo punto ci si chiede: la coalizione guidata da Giovagnorio avrà dei competitor o si ritroverà a correre da sola? La risposta a questo interrogativo arriverà dalle febbrili riunioni che alcuni gruppi stanno tenendo in queste ore. Si tratta di aggregazioni eterogenee, con differenti posizioni ideologiche e politiche, ma con un unico obiettivo: mandare a casa Vincenzo Giovagnorio. Per sostituirlo con chi? È questo il vero ostacolo che devono superare.
E di tempo ne hanno poco. Già dal primo incontro, tenutosi qualche giorno fa, da parte di tutti i gruppi è emersa la volontà di costituire una coalizione, ma ciascuno si è guardato bene dal fare il nome di chi debba guidarla. Per una ragione semplice: evitare che vecchi contrasti e risentimenti tra alcuni gruppi potessero far scattare dei veti incrociati, compromettendo l’esito delle trattative.
Ad esempio, Benedetta Fasciani, di “Oltre, insieme”, avrebbe potuto addossare a Vincenzo Montelisciani, di “Tagliacozzo unita”, la colpa del fallimento della candidatura a sindaco del dottor Pierluigi Di Stefano, e a Maurizio Di Marco Testa, di “Il paese che vorrei”, di essersi rifiutato di sostenere la candidatura della zia, Rossella Donzelli.
Di Marco Testa e Montelisciani, a loro volta, avrebbero potuto accusare Gabriele Venturini, anche lui di “Tagliacozzo unita”, e potenziale candidato sindaco, di non aver sostenuto convintamente la candidatura del professor Franco Salvatori, inducendolo così a lasciare. Tutto questo, ovviamente, i gruppi che si sono fatti promotori, in zona Cesarini, dell’ampio fronte anti-Giovagnorio, debbono lasciarselo alle spalle, se vogliono arrivare a una candidatura a sindaco il più possibile condivisa.
Ma tutto questo deve avvenire in fretta perché il tempo a disposizione è ormai fin troppo risicato.
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