Manca un visto dalla Cina per adottare il loro bimbo

6 Novembre 2020

Quando la pandemia è da ostacolo: odissea di un anno per la coppia avezzanese Videoconferenza con la ministra: «Diritti violati». Si è mossa anche l’ambasciata

AVEZZANO. È trascorso quasi un anno da quando Lino Mascitti e Loredana Di Mizio, una giovane coppia avezzanese, hanno ottenuto dalla Cina, dopo una trafila di più di tre anni, l’autorizzazione ad adottare un bimbo. Per i coniugi Mascitti era il coronamento di un sogno. Finalmente avrebbero avuto un figlio, che chiameranno Mattia, nome che in lingua ebraica significa “dono di Dio”.
Era il 12 dicembre 2019. Lino e Lorendana contavano, in un breve lasso di tempo, di abbracciare e riportare a casa il piccolo. Per andare a prenderselo mancava solo il rilascio del visto da parte delle autorità cinesi. Ma lo scoppio e il diffondersi del Covid-19 ha gelato le loro aspettative. «In questi 11 mesi», racconta Loredana, «le abbiamo provate tutte per sbloccare la situazione, ma senza successo».
A combattere contro le lungaggini burocratiche, la coppia avezzanese, però, non è da sola. Nelle sue stesse condizioni si trovano altre 35 famiglie, di varie regioni italiane, che hanno dato mandato a Lorendana Di Pizio, che è anche un’avvocatessa, si assisterle legalmente, insieme a una collega, Arianna Andreetti.
«Anche come rappresentante legale di queste famiglie», prosegue Loredana, «ho chiesto un incontro alla ministra per le pari opportunità e la famiglia, Elena Bonetti, che è anche presidente della Commissione per le adozioni internazionali, per prospettarle una situazione divenuta insostenibile. L’incontro si è svolto martedì in video-conferenza. Abbiamo manifestato alla Bonetti il disappunto e l’amarezza per il silenzio delle istituzioni sul nostro caso. La ministra, dopo aver attribuito il contrattempo alla pandemia e alla delicatezza dei rapporti diplomatici con la Cina, ha assicurato che saranno studiati canali di interlocuzione alternativi per sbloccare la situazione».
Anche l’ambasciata italiana in Cina, alla quale le 35 famiglie si sono rivolte, si è detta fiduciosa che «l’attenzione manifestata da parte cinese ai vostri casi verrà confermata con l’individuazione – speriamo nei più rapidi tempi possibili – per il rilascio dei visti».
«Staremo a vedere», dice Loredana, «come avvocato, però, mi interrogo sulla effettività della tutela garantita ai minori dalle Convenzioni e dagli accordi internazionali, considerato che in situazioni simili tali accordi non garantiscono la tutela piena dei diritti da essi sanciti ».
In Italia i bambini adottabili sono un migliaio l’anno, a fronte di almeno 10mila domande. Da qui il ricorso alle adozioni internazionali, che comportano però costi elevati, che non tutti possono permettersi. Si giustifica così il calo del numero dei bimbi stranieri adottati nell’ultimo decennio, passato da 4.130 del 2010 a 969 del 2019.