«Mancano buonsenso e umanità»

17 Ottobre 2022

Lo scrittore Gramellini in tv invia un messaggio diretto al magistrato

L’AQUILA. «Gentile giudice Croci del tribunale dell’Aquila». Inizia così la lettera che, attraverso la tv, nel programma di Raitre “Le Parole”, lo scrittore Massimo Gramellini ha indirizzato alla giudice Monica Croci. «Sono poche le cose ancora in grado di stupirmi, e una l’ha fatta lei. Sentenziando che Ilaria Rambaldi, e le altre persone morte nel sonno alle tre di notte sotto le macerie della palazzina durante il terremoto dell’Aquila vadano considerate parzialmente responsabili della loro sorte. Non che si siano proprio suicidate, questo no. Ma, come scrive lei nella sentenza con crudeltà di velluto, “i soggetti poi defunti, sono stati incauti”. Certo, il palazzo in cui abitavano era costruito male, tant’è vero che quello accanto è rimasto in piedi. Eppure Ilaria e gli altri soggetti poi defunti furono incauti». Un messaggio che ripercorre il tema delle rassicurazioni: «A chi avrebbe dovuto dar retta, l’incauta Ilaria? Di chi avrebbe dovuto fidarsi, se non dello Stato, quello Stato di cui anche il suo tribunale fa parte? La sentenza manca di buonsenso e umanità».