Mancano gli impiegati, tribunale a rischio paralisi

2 Novembre 2016

Il presidente Di Benedetto al Governo: si considera già chiusa la nostra struttura e così i dipendenti che vanno in pensione non vengono più sostituiti

SULMONA. Rischia la paralisi il tribunale di Sulmona. La grave carenza di personale che da tempo affligge il palazzo di giustizia di piazza Capograssi sta creando seri problemi al regolare funzionamento della struttura giudiziaria tanto da indurre il presidente Giorgio Di Benedetto a intervenire in prima persona per rappresentare ai responsabili del ministero della Giustizia la gravità della situazione in cui versa il tribunale dal punto di vista dell’organico. In una lettera fatta recapitare nei giorni scorsi ai sottosegretari alla Giustizia, Federica Chiavaroli, Gennaro Migliore e Cosimo Ferri, il presidente del tribunale peligno ha detto chiaramente che «così non è possibile andare avanti» e che il governo deve subito intervenire per consentire agli uffici giudiziari di Sulmona il regolare funzionamento.

«Ho chiesto ai sottosegretari di correggere decreti attuativi della legge delega che ha soppresso 31 tribunali ma che ha anche stabilito una proroga per le sedi giudiziarie abruzzesi di Sulmona, Avezzano, Lanciano e Vasto», afferma il presidente Di Benedetto.

Nei decreti attuativi infatti, non è stata presa in considerazione la proroga che allunga la vita dei quattro tribunali abruzzesi fino al 13 settembre 2018. Con il risultato che il personale che ha smesso di lavorare non è stato mai rimpiazzato. «Questo vulnus ha creato una grave carenza di personale perché quelli che sono andati in pensione o trasferiti non sono stati sostituiti in quanto il governo nei decreti attuativi ha già considerato chiuso il tribunale di Sulmona», ha spiegato il presidente del tribunale. Su 33 dipendenti in forza nel momento in cui è stata approvata la legge delega si è arrivati oggi a 21 dipendenti: circa il 36% in meno. La pianta organica prevede per Sulmona otto funzionari mentre ce ne sono solo quattro. Stesso discorso per i direttori amministrativi che dovrebbero essere tre invece dell’unico rimasto in servizio. «Se il governo non provvederà a breve a normalizzare la situazione compie una illegalità», evidenzia Di Benedetto, «e questo mi vedrà costretto a prendere provvedimenti e a dare funzioni superiori al personale in servizio. Riusciamo ad andare avanti grazie all’abnegazione di tutto il personale in servizio che sta subendo una sorta di mobbing e che devo solo ringraziare». Nonostante i gravi problemi di carenza del personale gli Uffici giudiziari di Sulmona stanno offrendo grande dimostrazione di efficienza facendo registrare ottime statistiche: le pendenze dei dibattimenti penali sono state ridotte del 51%; quelle del processo civile del 31% e quelle del contenzioso ordinario del 41%. Il processo civile telematico è ormai una realtà come va avanti la digitalizzazione. Per il presidente Di Benedetto, quello di Sulmona è un tribunale che funziona e che potrebbe funzionare ancora meglio se dal ministero facessero il proprio dovere riportando il personale negli uffici.

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