Mannaia di 121 pignoramenti sul Comune

Il sindaco Biondi: dobbiamo iscrivere 15 milioni nei debiti fuori bilancio perché in 20 anni nessuno li ha regolarizzati
L’AQUILA. Potrebbe pesare e non poco il futuro debito fuori bilancio che l’amministrazione comunale sarà costretta a portare, con l’aggiunta di 15 milioni di euro per 121 pignoramenti, che altrettanti creditori hanno fatto eseguire e stanno facendo eseguire nelle casse del Comune, dopo avere vinto le cause civili per contenziosi di vario genere.
Dei 15 milioni una grossa fetta, la più grande, li ha prelevati – letteralmente – dalle casse comunali la Impregilo, per riserve nei lavori della costruzione del mega-parcheggio di Collemaggio.
Si tratta di 11 milioni di euro, che l’impresa si è già messa in tasca e che attendeva da oltre 20 anni.
Gli altri “prelievi” al “bancomat” comunale – una volta regolarizzati – sono distribuiti tra varie aziende, grandi e piccole, con crediti vantati che vanno dai 2000 euro in su.
L’amministrazione comunale, però, potrebbe avere uno sconto da Impregilo, come sottolinea il sindaco Pierluigi Biondi: «Siamo in trattativa per uno sconto abbastanza consistente da parte di Impregilo. Stiamo tentando una transazione, per evitare entrambi il terzo grado di giudizio, e chiudere questa storia, che si trascina da quasi 25 anni. Purtroppo, anche questa situazione negativa è ricaduta su di noi», sottolinea Biondi, «perché è vero che l’amministrazione Cialente aveva provato la strada del pagamento rateale, ma sarebbero cresciuti ovviamente gli interessi e lo sconto sarebbe stato inferiore. Ma per sgombrare il campo da qualsiasi dubbio, ripeto che questa è una situazione che non abbiamo voluto noi, ma l’abbiamo avuta in eredità. Le cause in tribunale certamente non le abbiamo fatte noi, siamo al governo della città da un anno e mezzo, mentre questa situazione si trascina da oltre due decenni».
Il fatto comunque che i 15 milioni complessivi dei pignoramenti saranno inscritti tra i debiti fuori bilancio, è un’altra “pezza”, secondo il sindaco Biondi, «a quanto non ha fatto l’amministrazione precedente. Infatti, proprio per non iscrivere i pignoramenti tra i debiti fuori bilancio, le varie giunte si sono trascinate dietro queste cifre, non sanando mai la situazione e far quadrare così i conti a livello di bilancio del Comune», precisa il primo cittadino. Sul megaparcheggio di Collemaggio pesa un’altra spada di Damocle, da 10 milioni di euro: quella dell’impresa Irti, fallita da diversi anni, sempre per riserve presentate per i lavori.
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