Manni dai giudici del Riesame

10 Marzo 2015

Ieri nuova udienza per vagliare la richiesta di scarcerazione

L’AQUILA. Il tribunale del Riesame è intervenuto di nuovo per esaminare la posizione di Stefano Manni, ex sottufficiale dei carabinieri, accusato di essere il principale indagato dell’inchiesta «Aquila nera» su trame eversive di stampo neofascista. Manni, per la verità, era stato raggiunto da una prima ordinanza di custodia cautelare che era risultata viziata sotto il profilo formale. Poi, quanto era ancora in carcere, questo provvedimento è stato regolarizzato. Ma, contro questo secondo provvedimento è stato presentato un ricorso al Riesame che è stato discusso ieri mattina e forse oggi stesso se ne potrebbe conoscere l’esito.

E’ chiaro che secondo i magistrati della Procura aquilana sussistono le esigenze di natura cautelare. Un paio di mesi fa, però, Manni venne interrogato prendendo le distanze dal movimento e di fatto si è dissociato. Una prova di questo si troverebbe anche nel fatto che, come si evince anche dall'ordinanza di arresto, colui che viene considerato il capo della presunta organizzazione eversiva non partecipa mai agli incontri con gli altri aderenti al movimento che si svolgono in tutta Italia, tranne che in una sola occasione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA