«Manovra iniqua, non aiuta i deboli»

28 Novembre 2023

Il senatore Fina (Pd) propone modifiche su Superbonus, tribunali e scuola

L’AQUILA. Superbonus, tribunali e dimensionamento scolastico: il senatore del Partito democratico Michele Fina propone emendamenti sulla nuova legge finanziaria del governo Meloni. «La manovra economica che il governo si appresta ad approvare, comprimendo come mai le possibilità di dialogo e di contributo del Parlamento e quindi delle cittadine e dei cittadini, è fortemente iniqua, nel senso che non fa nulla per tutelare i più deboli. Le divaricazioni sociali saranno ampliate e i territori più vulnerabili, a cominciare dal Mezzogiorno e dall’Abruzzo, ne subiranno gli effetti negativi», scrive Fina, poi spiegando delle sue proposte: «Anzitutto la questione Superbonus, legata al lavoro più ampio sulla casa ma anche alla crisi di centinaia di imprese abruzzesi. L’emendamento propone una proroga a tutto il 2024 per i condomini che hanno già realizzato il 30% dei lavori. Un modo per salvare i cantieri, aiutare le imprese bloccate dai crediti incagliati e salvare le famiglie da gravi contenziosi». Poi ancora: «L’emendamento sui tribunali, che riguarda quelli di Avezzano, Lanciano, Sulmona e Vasto, prevede due misure: una proroga al 2026 per dare tempo sufficiente al Parlamento di approvare la definitiva riapertura dei presìdi; inoltre una misura per le piante organiche che preveda l’obbligo, non la mera possibilità, di implementare il personale da parte delle Corti di Appello di Chieti e L’Aquila». E conclude: «Infine un emendamento in materia di dimensionamento scolastico attraverso il quale prevedere la completa abrogazione dell’articolo comma 557 e seguenti della legge 197/2022 (manovra 2023). Una norma che supera la riforma voluta dal governo Meloni per aumentare il numero minimo di studenti da 400 a 900 per il mantenimento degli istituti scolastici: una riforma che solo per il 2024 determinerà la cancellazione di 11 istituti in tutta la regione, con effetti distruttivi in modo particolare per il diritto all’istruzione nelle aree interne e di montagna».
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