Mantini: per la sicurezza meglio i Musp
Il vicepresidente della Giustizia amministrativa oggi al Tar: edifici pubblici da mettere a norma
L’AQUILA. «Il valore della vita è preminente rispetto alla burocrazia». Il vicepresidente della Giustizia amministrativa, l’onorevole Pierluigi Mantini, inaugurerà questa mattina all’Aquila l’anno giudiziario del Tar.
Nel suo discorso toccherà anche il tema dell’emergenza scolastica, legata al terremoto. E del sottile confine tra legalità e buonsenso, tanto più labile in un contesto difficile come quello che vive L’Aquila.
Onorevole Mantini, qual è la sua opinione rispetto ai provvedimenti di sospensione dell’attività scolastica assunti negli ultimi tempi?
«Bene ha fatto il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, a procedere a una sospensione cautelare dell’attività scolastica, ma il punto di domanda è uno: perché la prima ordinanza ha avuto un termine di tre giorni, pur in presenza di uno sciame sismico? Cosa è cambiato, rispetto alla sicurezza degli edifici, da quando è stato emesso il provvedimento a quando i ragazzi sono tornati in aula? Non credo che le scuole siano diventate più sicure».
Dopo le ultime verifiche è stato deciso lo spostamento degli studenti del Convitto “Cotugno” in un altro istituto. Precauzioni, a suo avviso, necessarie?
«Senza scendere nei particolari, da aquilano ritengo che la sicurezza dei ragazzi sia prioritaria. Questo è un tema delicatissimo, che merita di essere affrontato immediatamente individuando alcuni edifici pubblici che abbiano i requisiti di sicurezza sismica prescritti per legge e un indice di vulnerabilità coerente con quanto stabilito dalla normativa. In alternativa, è opportuno reperire strutture provvisorie, sul modello dei Musp, dove completare l’anno scolastico e, simultaneamente, procedere a interventi di messa in sicurezza e consolidamento sismico delle scuole non idonee».
Lei ha definito la vicenda paradossale. Perché?
«La situazione che si è venuta a determinare è molto grave. Come è grave aver confuso il certificato di agibilità con quello antisismico: la normativa antisismica esiste dagli anni Settanta. Nel momento in cui si fa un adeguamento delle scuole, non si può garantire solo l’agibilità ordinaria. In una città come L’Aquila, dove in seguito al terremoto del 2009 si sono spesi miliardi di soldi pubblici, la priorità assoluta doveva essere data agli istituti scolastici. Se non sono stati posti nelle condizioni di avere un’adeguata risposta antisismica, viene da chiedersi in che modo sono stati spesi i soldi pubblici».
Come risolvere la questione?
«La situazione merita di essere valutata da un giudice o da un soggetto terzo imparziale, che ne può giudicare la conformità. Le ordinanze di sospensione dell’attività scolastica, attuate da Cialente e da altri sindaci del cratere, contengono qualcosa, in riferimento alla definizione del lasso temporale, di dubbia legittimità, non essendo legate ad un fatto occasionale, ma a un’insicurezza delle scuole in relazione allo sciame sismico. L’aver posto un termine ben definito al provvedimento di sospensione appare irragionevole».
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