Map, via all’acquisizione delle aree

Si tratta dei terreni in 5 frazioni non ancora espropriati per scadenza dei termini
L’AQUILA. Con una determina il Comune ha formalizzato gli atti di acquisizione dei terreni utilizzati, ma non ancora espropriati per scadenza dei termini, per la realizzazione di Map e Musp in località Poggio di Roio (da liquidare ai proprietari 31.000 euro), Paganica (9.000 euro), Cansatessa-San Vittorino (53.000 euro), Camarda (24.000 euro). Nell’atto comunale si ricorda che «i decreti del commissario sisma 2009 (14 ottobre 2009) e del capo dipartimento protezione civile (7 agosto 2012), hanno comportato, per la realizzazione delle strutture, la dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità e urgenza degli insediamenti, delle opere e dei servizi con l’occupazione d’urgenza delle aree individuate in variante ai vigenti strumenti urbanistici e producendo l’effetto dell’imposizione del vincolo preordinato all’espropriazione in favore del Comune. Con delibera di consiglio comunale del 3 aprile 2014 è stato prorogato di due anni il termine di dichiarazione di pubblica utilità delle opere realizzate per il superamento dell’emergenza. In seguito, per una parte dei terreni occupati per la realizzazione dei Moduli abitativi provvisori (Map), dei Moduli a uso scolastico provvisori (Musp) e delle connesse opere di urbanizzazione, non è stato possibile emanare il decreto di esproprio nel tempo di vigenza della dichiarazione di pubblica utilità. Oggi l'emanazione del decreto d’esproprio – nei termini consentiti dagli effetti dei decreti di occupazione d’urgenza – risulta non più perseguibile e pertanto occorre provvedere all’acquisizione dei terreni occupati e già trasformati in maniera irreversibile. Nella valutazione degli interessi in conflitto risulta la prevalenza dell’interesse pubblico al mantenimento delle opere sul contrapposto interesse privato alla restituzione dei terreni. L’interesse pubblico all’acquisizione dei terreni è quindi attuale e prevalente. Occorre quindi», conclude la determina «adottare uno specifico provvedimento di acquisizione per regolarizzare le occupazione dei fondi in assenza di un titolo idoneo». In soldoni su una parte dei terreni su cui sono stati costruiti i Map e i Musp non c’è stata procedura di esproprio ma visto che le abitazioni sono ancora utili per far fronte all’emergenza (e di fatto sono irreversibili) il Comune ha reso noto «agli intestatari catastali l’avvio del procedimento per l’acquisizione coattiva o in alternativa per la cessione volontaria». (g.p.)
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