“Mappopoli”, verdetto vicino

13 Gennaio 2018

Ieri altre testimonianze che “scagionano” il maresciallo Ragone

L’AQUILA. Il 2 febbraio, dopo 5 anni, sarà pronunciata una sentenza su uno dei fatti più controversi della ricostruzione. Ovvero la realizzazione di Map con materiali scadenti. Il principale imputato, che nega ogni accusa, è l’ex maresciallo dell’Esercito Rocco Ragone, 56 anni, pugliese, ex tecnico del Genio militare e componente della task-force che si occupava della ricostruzione. L’uomo è accusato di una serie di reati (falso, malversazione, truffa fino al peculato), che hanno portato alla realizzazione di Map scadenti. L’imputato, infatti, presiedeva alla realizzazione di questi alloggi antisismici e avrebbe chiuso un occhio al punto che le costruzioni furono fatte talmente male da dover essere evacuate con un provvedimento del giudice. Si tratta di Map che si trovavano a Cansatessa, Arischia, Tempera, San Vittorino. Va comunque precisato che le perizie e le numerose testimonianze, tra le quali anche quelle ascoltate ieri in tribunale, sono quasi tutte a favore di Ragone.
Il suo difensore, Amedeo Ciuffetelli, ha sostenuto che sulla base di quanto emerso finora, comunque il suo assistito non doveva essere arrestato.
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