Marcia no Snam dove sorgerà la centrale

25 Agosto 2019

Gli attivisti tornano a contestare il progetto: «In piena emergenza climatica è una follia puntare su gasdotti e pozzi»

SULMONA. Un centinaio tra attivisti e campeggiatori no Snam ieri mattina si è dato appuntamento a Case Pente. La località a pochi passi dal cimitero sulmonese dove la Snam intende realizzare la centrale del gas, autorizzata a dicembre 2017 dal governo Gentiloni a Camere sciolte. I manifestanti, impegnati in questi giorni nel campeggio no Snam, si sono ritrovati nei pressi del cimitero e da lì sono andati in corteo a Case Pente. Striscioni, fischietti e cartelli a ricordare i motivi del fronte del no. Tra questi i principali sono il rischio sismico e l’attacco alla natura incontaminata di quei luoghi, tra parchi nazionali, zone di interesse comunitario e borghi più belli d’Italia. Come ha ricordato Mario Pizzola, storica voce dei Comitati cittadini per l’ambiente che da dieci anni si battono contro la Snam. «In una riunione a Roma la Snam definì questi luoghi marginali, come si fa a definire una zona incontaminata marginale?», ha domandato Pizzola tra gli applausi, «la nostra azione di lotta resta ferma e si arricchisce dell’esperienza degli altri Comitati che operano in altre zone dell’Italia».
In questi giorni, infatti, il Centro Abruzzo è diventato il fulcro del fronte del no nazionale, un caso unico in Abruzzo, che fa della lotta all’hub del gas la sua forza, diventando punto di ritrovo di tutti i gruppi ambientalisti impegnati in questo senso. Tra questi attivisti che arrivano dall’Emilia Romagna, dall’Umbria e da tante altre regioni unite dalla lotta contro il metanodotto Snam o la Tap.
«Stiamo mettendo a punto strategie unitarie col consiglio degli altri attivisti», ha proseguito Pizzola, «gli incontri sono molto partecipati e lo scambio di esperienze molto proficuo».
Oggi, ultimo giorno del campeggio no Snam, si continua con una visita guidata per Campo di Giove la mattina e attività di sensibilizzazione coi turisti della Transiberiana d’Italia in transito il pomeriggio. «La nostra vuole essere un’azione di sensibilizzazione permanente», ha aggiunto Riccardo Verrocchi dei Comitati, «da qui il sit-in di presenza e non di protesta per un’occupazione simbolica della nostra terra».
Il campeggio è organizzato dai volontari del coordinamento No hub del gas, con Giorgia Mazzotta, che ha ricordato i rischi connessi ai cambiamenti climatici. «In piena emergenza climatica è letteralmente una follia puntare su gasdotti, pozzi e centrali a fossili», ha detto, «l’Italia e l’Abruzzo sono vulnerabili: la costa diventerebbe in parte inabitabile a causa dell’innalzamento dei mari, l’agricoltura già ora sta subendo danni che rischiano di diventare irreparabili nell’immediato futuro, fiumi e sorgenti avrebbero meno acqua con conseguenze anche sull'approvvigionamento di acqua potabile e molte specie uniche della biodiversità dei nostri parchi rischierebbero l’estinzione».
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