Marcia pro-indagati, tensioni a Capistrello

Cinque consiglieri chiedono l’intervento del prefetto: «È intempestiva». Piacente: «Provocazione alla magistratura»
CAPISTRELLO. Iniziativa «improvvida» e «intempestiva», assolutamente «incompatibile con la necessità di mantenere nel paese un clima moderato, del quale vi è assoluto bisogno dopo tanto negativo clamore». Con una lettera indirizzata al prefetto Giuseppe Linardi, i consiglieri del Comune di Capistrello, Francesco Piacente (capogruppo), Dina Bussi, Alessia Fantozzi, Alessandro Lusi e Wilma Stati, segnalano la necessità di intervenire per evitare la marcia della solidarietà che un comitato spontaneo di cittadini ha in programma per domani alle 16.30. Manifestazione per esprimere solidarietà al sindaco dimissionario Francesco Ciciotti e agli altri indagati. In paese la tensione è alta dallo scorso 20 novembre, giorno in cui sono stati eseguiti i provvedimenti decisi dal gip Maria Proia. L’inchiesta riguarda presunti illeciti negli appalti del Comune. Sulla vicenda interviene Francesco Piacente, capogruppo di opposizione: «Esprimo rispetto per le dimissioni del sindaco, frutto della gravissima vicenda giudiziaria che ha colpito la nostra comunità. Ora è necessario che tutte le parti in causa usino buon senso per restituire serenità al paese. Con questo auspicio, si deve riflettere sull’opportunità della manifestazione di solidarietà agli indagati in programma domenica, che apparirebbe certamente una provocazione nei confronti della magistratura nel contesto di indagini ancora in corso. Da semplice cittadino, resta l’amarezza di aver perso un’occasione di rilancio e di sviluppo per il paese. Dopo gli anni difficili del dissesto, Capistrello poteva riprendere un cammino di sviluppo grazie alle ingenti risorse economiche lasciate all’attuale amministrazione. Viene invece restituito alla collettività un Ente lacerato da tensioni e problemi. L’opposizione in questi anni ha svolto un ruolo integerrimo ma serio, senza mai ricorrere alle denunce come strumento di lotta politica, come emerge chiaramente dagli atti dell’inchiesta».
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