Marco, l’addio della città e dei colleghi di Telespazio

Chiesa dello Spirito Santo gremita per i funerali del tecnico annegato in un canale Monito del fratello Roberto e del prete: priorità alla sicurezza sulle vie del Fucino
AVEZZANO. «Una preghiera per le istituzioni e per le autorità competenti. Vi prego… vi prego, fate in modo che Marco sia l’ultima vittima». L’accorato appello arriva dall’altare della chiesa dello Spirito Santo. E lo lancia Roberto, fratello di Marco Di Nicola, il cinquantenne morto mercoledì mattina in un canale del Fucino, di fronte alla Telespazio. Alle parole di Roberto, calciatore e per anni bandiera dell’Avezzano, segue un lungo e fragoroso applauso.
Centinaia di persone hanno partecipato ieri pomeriggio ai funerali del tecnico specializzato che lavorava nel settore delle telecomunicazioni alla Telespazio. Una folla di parenti, amici e colleghi, ma anche di persone comuni, arrivata allo Spirito Santo per un ultimo saluto all’ennesima vittima di una strada del Fucino. Presenti anche insegnanti e studenti dell’Iis, dove studia Agnese Di Nicola, una delle figlie dell’uomo. Ad attendere la bara, sopra al sagrato, oltre al parroco don Antonio Salone, ci sono don Aldo Antonelli, della chiesa di Antrosano, la frazione dove Di Nicola viveva, e don Cesare Gottardello, parroco di San Sebastiano dei Marsi, la frazione di Bisegna, di cui è originaria Assunta Di Mattia, la moglie. Un dolore incontenibile quello delle figlie, Laura e Agnese, che non si sono staccate un attimo dalla mamma, dallo zio Roberto e da Pompeo Di Nicola, collega della Telespazio, ma anche stretto amico di famiglia. Tra la folla anche Roberto Giancarli, il padre di Alessandro, il 23enne di Capistrello che ha perso la vita nello stesso canale del Fucino, a dicembre 2012. Durante la funzione religiosa, resa ancora più commovente dal coro di Antrosano composto da una quarantina di elementi, don Aldo Antonelli più volte si è rivolto alle figlie di Di Nicola e a sua moglie, ricordando loro che «Marco adesso si trova tra le braccia di Dio». In più punti dell’omelia don Aldo ha incalzato i presenti ricordando che è come bestemmiare dire «non si muove foglia se Dio non voglia», ricordando anche le parole di San Francesco e di San Paolo che parlavano della morte rispettivamente come «sorella» e come «nemica».
«Questa è una morte nemica» ha sottolineato il sacerdote «perché è una morte violenta legata all’incoscienza di amministratori e politici».
«Nonostante il breve tempo vissuto insieme» ha proseguito nel saluto finale il fratello di Di Nicola «voi, Laura e Agnese, avete avuto una ricchezza immensa che viene dal vostro rapporto con un padre esemplare che vi accompagnerà per tutta la vita. Marco, sono onorato e orgoglioso di averti avuto come fratello e ringrazio Dio per il tempo che siamo stati insieme». E poi quello straziante appello a chi è chiamato a mettere in sicurezza la Cintarella, un’arteria del Fucino troppo spesso teatro di incidenti mortali: «Vi prego fate in modo che Marco sia l’ultima vittima. Mi mancherai e ti voglio tanto bene». Dall’altare ha portato un ultimo saluto anche uno zio. «Tutti possono sbagliare» ha detto «e sono sicuro che anche la morte questa volta ha sbagliato scegliendo te». Infine, l’appello di Pompeo Di Nicola ai dirigenti Telespazio. «Fate in modo che possiamo leggere ancora quel cognome sul report di servizio» ha commentato «l’azienda deve fare qualcosa di concreto per le figlie, prendendone almeno una al lavoro al posto del padre».
Magda Tirabassi
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