Marelli, ansia per le voci di una cessione

Fegatelli (Cgil): «Il possibile scorporo da Fca metterebbe in dubbio il piano di investimenti»
SULMONA. La cessione della Magneti Marelli che Fca (Fiat Chrysler automobiles) vorrebbe completare entro l'anno preoccupa lavoratori e sindacati. L'ansia è legata alla tenuta e al futuro dello stabilimento sulmonese sulla Statale 17, che resta l'azienda più grossa del centro Abruzzo coi suoi 636 dipendenti. Lo scorporo della fabbrica di componentistica controllata al 100% dal Lingotto potrebbe essere l’elemento per accelerare il completamento del vecchio piano dell'amministratore, l'abruzzese Sergio Marchionne, condiviso con John Elkann, che prevede per fine 2018 l’azzeramento dell’indebitamento di Fiat-Chrysler Automobiles. L'intento, dunque, è quello di consegnare al mercato e nelle mani, o meglio nelle azioni degli investitori, un gruppo solido e privo di debiti. L'eco lontano che arriva sui disegni di sviluppo e i piani strategici dei vertici di Fca da Torino e Detroit, però, basta a porre interrogativi sul destino della fabbrica e su cosa accadrà in caso di scorporo. Se ne sta già occupando la segreteria provinciale della Fiom - Cgil, che non nasconde preoccupazione per il futuro incerto e che ha già chiesto l'apertura di un confronto da settembre coi vertici dell'azienda. «Siamo preoccupati per il futuro dell'azienda e dei lavoratori, conferma Alfredo Fegatelli della Fiom Cgil, «il futuro scorporo dell'azienda potrebbe avere ripercussioni serie sulla tenuta occupazionale dello stabilimento, di territorio e indotto. Per questo ci siamo già mossi e abbiamo già chiesto un incontro ai vertici di Fca per capire le sue reali intenzioni». L'eventuale cessione potrebbe rimettere in discussione il piano di investimenti annunciato sull'azienda. La necessità di adeguare le linee di produzione alle richieste del mercato che dal 2020 prevedono un aumento esponenziale dei motori ibridi o elettrici, impone il cambio di passo anche alla Marelli. La fabbrica sulmonese, che produce il 75 per cento dei suoi volumi per la Sevel di Atessa, dovrebbe assumere altri 60 dipendenti a tempo determinato per stare al passo col protocollo siglato da Ministero dello Sviluppo Economico, Regioni Piemonte, Campania e Abruzzo e Provincia autonoma di Trento con Fca (ex Fiat) e Centro Ricerche Fiat per la competitività nel comparto italiano dell'auto.
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