Marelli, assemblee in fabbrica sulla sicurezza

Applicazione del protocollo Covid ed emissioni inquinanti, la Fiom chiama a raccolta i lavoratori
SULMONA. I rappresentanti dei sindacati convocano i lavoratori per discutere di piano Covid e delle criticità alla Magneti Marelli. Dopo il botta e risposta con i vertici dello stabilimento, che produce componentistica per il settore dell’automotive, le parti sociali hanno chiamato a raccolta il personale per fare il punto su quanto sta succedendo. L’obiettivo è quello di discutere insieme, durante le assemblee retribuite, delle varie priorità del sito che rifornisce – tra gli altri – Fiat, Lancia e Jeep. I rappresentanti sindacali aziendali della Fiom-Cgil hanno convocato gli incontri per giovedì primo aprile, annunciando già il tutto ai responsabili del personale. Le assemblee si terranno in tre diversi turni e nel pieno rispetto delle norme anti-Covid con tutti i 600 dipendenti. La prima è stata convocata dalle 9.30 alle 11, la seconda dalle 14 alle 15.30 e la terza dalle 22 alle 23.30.
«Le assemblee si svolgeranno nei locali mensa», hanno precisato i rappresentanti sindacali aziendali della Fiom, «e saranno discussi i seguenti punti all'ordine del giorno: situazione aziendale, emergenza Covid e contratto collettivo specifico». I rappresentanti dei lavoratori hanno già annunciato che ai confronti prenderanno parte anche Alfredo Fegatelli, segretario regionale della Fiom, ed Elvira De Sanctis, segretaria provinciale. Con loro ci saranno poi Andrea Crugnale, Alessio Marinucci, Alfredo Serafini, Carmine D’Amato e Donato D’Amico, rappresentanti sindacali e rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza. Tema centrale dei tre incontri saranno quindi l’applicazione del protocollo Covid e tutte le varie criticità emerse durante quest’anno di pandemia, ma anche le violazioni e le criticità di gestione relative alle emissioni inquinanti in atmosfera che hanno portato il dipartimento Ambiente della Regione Abruzzo a diffidare la Magneti Marelli. Su entrambi i punti le organizzazioni sindacali hanno chiesto più volte chiarezza ai vertici dello stabilimento che nei giorni scorsi hanno annunciato anche di voler far ricorso al Tribunale amministrativo regionale in relazione al provvedimento regionale da loro definito «esagerato». (e.b.)
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