Marelli, c’è l’accordo tra azienda e Fiom sui 17 turni di lavoro

Chi è in fabbrica il sabato sarà esentato la domenica Campanella: «Chiesto un aumento degli investimenti»
SULMONA. Raggiunta l’intesa sui nuovi turni e sull’organizzazione aziendale fra la Fiom-Cgil e i vertici della Magneti Marelli. Nel lungo incontro di ieri è stata trovata una sintesi fra le richieste dei lavoratori e la nuova turnazione, entrata in vigore dall’ottobre scorso.
«Siamo soddisfatti perché le cose stanno prendendo la giusta piega», interviene Pietro Campanella della segreteria Fiom-Cgil, «l’azienda continua a dire di non voler modificare i 18 turni. Ma, durante la trattativa, oltre ad aver migliorato una prima bozza di accordo su come intervenire sui carichi di lavoro e sul riposizionamento dei ruoli organizzativi del sito di Sulmona, abbiamo fatto presente la difficoltà più volte emersa in assemblea. Così chi lavora il sabato mattina non lavora la domenica notte e si può parlare di 17 turni. L’azienda dopo aver ascoltato alcune nostre proposte ha accettato un percorso che recepisce questa istanza dei lavoratori».
Alla base dell’accordo c’è l’apertura sulla diversa organizzazione della turnistica, nel senso che i nuovi turni scenderanno da 18 a 17, con le tute blu che in caso di lavoro di sabato non andranno in fabbrica la domenica, e viceversa. Nei prossimi giorni si terranno le assemblee con i lavoratori per fare loro il resoconto della trattativa e far avere l’ultima parola. «Nella prossima assemblea informeremo i lavoratori in modo da prendere una decisione», aggiunge Campanella, «in ogni caso saranno i lavoratori a decidere».
È quasi scontata, dunque, la firma definitiva sull’accordo, dal momento che le proposte sono arrivate proprio dagli stessi lavoratori.
Il pacchetto di richieste della Fiom prevede gli investimenti per l’aumento e il miglioramento della capacità produttiva; il raggiungimento di una intesa su organizzazione e carichi di lavoro; la modifica delle attuali turnazioni; l’implementazione dell’occupazione; la verifica delle postazioni per la salute e la sicurezza dei lavoratori. La protesta dei giorni scorsi con pacchetti di scioperi a cui ha aderito il 90% dei 636 dipendenti era scoppiata a causa dei nuovi i turni, entrati in vigore da ottobre scorso sul modello americano. La rivoluzione d’Oltreoceano di Fca prevede l’inserimento dei sabati e delle domeniche all’interno dei giorni lavorativi, che porta la settimana dai 15 turni canonici ai minimi di 18 o massimo 20.
Federica Pantano
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