Marelli, il rilancio passa dai pezzi per l’Alfa Romeo

12 Gennaio 2015

I sindacati: producendo sospensioni per l’azienda di Cassino potremmo ridurre drasticamente la cassa integrazione

SULMONA. Dai bracci motore per la Chrysler alle sospensioni per l’Alfa Romeo. Si amplia la produzione dello stabilimento sulmonese della Magneti Marelli, che dopo aver montato le due linee produttive per i Suv americani, potrebbe passare a produrre i pezzi anche per l’altra casa automobilistica che fa parte della galassia Fiat. O meglio questo è l’auspicio di sindacati e lavoratori che nelle nuove commesse che potrebbero arrivare dallo stabilimento di Cassino vedono lo spiraglio per uscire dalla cassa integrazione. Al momento sono circa 150 (su 636) i lavoratori interessati a rotazione dalla cassa integrazione straordinaria, con le ferie natalizie ed estive che quest’anno – a differenza del recente passato – sono durate meno.

Una riduzione che testimonia una positiva inversione di tendenza rispetto agli stop forzati e al lavoro a singhiozzo degli ultimi anni. Il cambio di passo rispetto alla crisi che segna da anni il calo delle vendite nel mercato dell’auto arriva grazie agli investimenti annunciati sul sito produttivo. Si tratta di quasi 10 milioni di euro (9,8 per la precisione), che serviranno per lo sviluppo di moderne tecnologie e produzioni (60 per cento da destinare alla Sevel e 40 alla Fiat).

Ulteriori sviluppi potranno arrivare dall’ingresso nel campus dell’Automotive. «Con le sospensioni per l’Alfa da Cassino potremmo tirare un bel sospiro di sollievo» spiegano Guido Mastrogiuseppe (Rsu) e Domenico Bologna (segretario regionale Fim Cisl) «questa nuova produzione ci consentirebbe di abbattere la cassa integrazione, che al momento interessa circa 150 operai». Tradotto in cifre, dovrebbero essere investiti sul mega stabilimento della Statale 17 altri 15 milioni di euro, reperibili fra i Fas (Fondi aree sottoutilizzate) in arrivo e altri bandi a cui l’azienda potrebbe partecipare. Una decisiva boccata di ossigeno, che potrebbe segnare una nuova fase di rilancio per la più grossa industria del Centro Abruzzo, la cui produzione rischiava di essere trasferita in Polonia.

«Parleremo del futuro della fabbrica in una riunione coi vertici della nostra sigla sindacale della prossima settimana» aggiunge Dante Carrabia, Fim Cisl «siamo pronti a fare il possibile per favorire gli investimenti, come abbiamo sempre fatto in modo responsabile». Oltre ai Suv e alle jeep, il futuro dello stabilimento sulmonese resta legato a doppio filo a quello della Sevel, con l’installazione di un nuovo macchinario termico, una sorta di forno di ultima generazione, per le sospensioni leggere. In particolare, l’azienda punta alla produzione di veicoli leggeri sempre più smart (intelligenti) con sospensioni di ultima generazione, che saranno prodotte proprio dalle tute blu dello stabilimento sulmonese. Si resta in attesa dei pezzi per l’Alfa Romeo.

Federica Pantano

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