Marelli, nuovo scontro sui turni

29 Agosto 2016

Fegatelli (Fiom Cgil): «Inapplicato il nostro accordo da parte dell’azienda»

SULMONA. Fatica a decollare il modello Sulmona dei nuovi turni alla Magneti Marelli, che ha apportato modifiche all’organizzazione del lavoro, dopo una stagione molto calda di scioperi a oltranza.

Stando alle denunce della Fiom-Cgil, infatti, si starebbe lavorando sotto traccia per distruggere il risultato ottenuto. «Il modello Sulmona fa paura al gruppo Fca», denuncia Alfredo Fegatelli, segretario provinciale della Fiom-Cgil. «L’azienda, dietro le quinte, sta cercando di smontare il risultato straordinario ottenuto dai lavoratori. La Fiom non consentirà a nessuno di mortificare il coraggio manifestato dai lavoratori e attraverso l’accordo votato si impegna a modificare le condizioni di lavoro dell’officina a partire da una valutazione dei carichi di lavoro in modo da verificare quali turni sono da applicare realmente».

Fiom-Cgil e Rsa dell’azienda, che dà lavoro a 636 dipendenti, parlano di «pistole alla tempia», in riferimento al contratto collettivo specifico.

«Questo percorso non escluderà quanti dei firmatari vorranno collaborare», aggiunge Fegatelli, «e se i loro polsi sono incatenati dal contratto collettivo specifico, la Fiom e i lavoratori di Sulmona continueranno a battersi per un reale cambiamento che consenta anche di rompere questa catena. Il sindacato non è proprietà di qualche dirigente, ma dei lavoratori».

Immediata la replica della Fim-Cisl, che rivendica l’importanza del contratto specifico per la permanenza dell’azienda in città.

«Senza il contratto collettivo specifico di lavoro lo stabilimento Sistemi Sospensioni della Magneti Marelli di Sulmona sarebbe chiuso», afferma il segretario generale Fim Cisl Abruzzo-Molise Domenico Bologna, spiegando che si sono interrotti i contratti di solidarietà, dopo anni di ammortizzatori sociali, perché lo stabilimento sta lavorando per le produzioni di Panda (Pomigliano) e Nuovo Ducato (Sevel).

Bologna sostiene che dal 2009 a oggi i lavoratori hanno ricevuto gli aumenti salariali solo dai contratti firmati dalla Fim-Cisl, con la Fiom che non firma accordi dal 2009. «Il contatto collettivo specifico», spiega, «definisce diritti e doveri per tutti i lavoratori e per le organizzazioni sindacali che lo sottoscrivono. Quindi basta firmare, cosa che Fiom può fare dopo aver condiviso e riconfermato i 18 turni. Nulla di rilevante è cambiato sui turni nel verbale del 6 luglio firmato anche da Fiom. I 18 turni sono rimasti e i lavoratori hanno perso 330 euro per gli scioperi».

Federica Pantano

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