Marelli, sindacati divisi sull’incontro con la proprietà
SULMONA. La Fiom Cgil chiede un incontro urgente alla proprietà della Magneti Marelli sul futuro del sito, ma è polemica con le altre sigle sindacali. A una settimana dall’incidente all’interno della...
SULMONA. La Fiom Cgil chiede un incontro urgente alla proprietà della Magneti Marelli sul futuro del sito, ma è polemica con le altre sigle sindacali. A una settimana dall’incidente all’interno della fabbrica dove si produce componentistica per l’automotive si riaccendono le tensioni tra azienda e parti sociali. Dopo l’infortunio del 34enne, al quale sono stati applicati 18 punti di sutura a un braccio per una ferita riportata durante il lavoro, è scattato lo sciopero finalizzato a chiedere ai vertici dell’azienda più attenzione nella manutenzione delle macchine e alla sicurezza. Al termine dell’iniziativa di protesta, che ha visto la partecipazione di buona parte dei 600 dipendenti del sito, la Fiom Cgil ha inviato una nota alla Marelli, facendo presente la necessità di fissare quanto prima un incontro.
È stato richiesto dalle rappresentanze dell’organizzazione sindacale della provincia dell'Aquila e di Abruzzo e Molise, unitamente ai componenti della Rsa Fiom Cgil della fabbrica sulmonese, «un incontro specifico su investimenti e prospettive per lo stabilimento di Sulmona». La richiesta di un confronto diretto è scaturita, però, da frizioni tra le organizzazioni di categoria. «I lavoratori prendano atto del fatto che non c'è nessun concreto interesse a voler fare unitariamente, a livello sindacale, un incontro per analizzare complessivamente la situazione dello stabilimento di Sulmona e valutare eventuali azioni congiunte», ha fatto sapere la dirigenza della Fiom Cgil, «abbiamo scritto il 3 maggio a Fim, Uilm e Uglm per proporre una riunione unitaria con tutte le Rsa di stabilimento. Alla chiamata hanno risposto Fim e Uglm, la Uil non pervenuta. C’è proprio da chiedersi», hanno proseguito la segreteria provinciale del sindacato, «se nelle dinamiche interne ai firmatari ci sia spazio per i lavoratori, per le loro condizioni di lavoro e per lo stato e le prospettive dello stabilimento. Prendendo le distanze da certe logiche del tutto irrispettose nei confronti dei lavoratori». La Fiom, vista la situazione che si è venuta a creare, si è quindi attivata per inviare una richiesta autonoma di incontro all’azienda sul futuro dello stabilimento di Sulmona. (e.b.)
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