Marelli, sospesi i turni notturni La produzione legata all’ex Sevel

26 Ottobre 2024

La ripresa annunciata nei giorni scorsi non c’è stata e il futuro dello stabilimento resta appeso a un filo I sindacati attendono la presentazione del piano industriale nell’incontro fissato per il 28 novembre

SULMONA. L’annunciata ripresa è durata solo un paio di giorni. Restano sospesi i turni di notte nello stabilimento della Magneti Marelli di Sulmona che continua a fare i conti con i rallentamenti dell’ex Sevel di Atessa, a cui è collegata per l’80 per cento della produzione.
Nei giorni scorsi erano stati recuperati i turni di notte, per riallineare la produzione dei furgoni Ducato dopo lo sciopero dello scorso 18 ottobre che aveva fatto registrare nella fabbrica peligna un’adesione pari al 60 per cento. Gli operai sono tornati così al lavoro anche nel terzo turno, ma solo fino allo scorso mercoledì. Una decisione, quella adottata dall’azienda, di carattere logistico tanto che, allo stato attuale, non è ancora arrivata alle organizzazioni sindacali una comunicazione di ripresa stabile dei turni di notte in azienda.
«Ad oggi non c’è nessuna ripresa. Quello che succederà nei prossimi giorni non possiamo saperlo perché, come ci hanno ribadito a Roma, lavoriamo in simbiosi con l’ex Sevel. Se Atessa non riparte con il terzo turno, non ripartiamo nemmeno noi», afferma Andrea Crugnale della Rsu Fiom. La situazione insomma resta critica. Nella giornata di ieri, ad esempio, è stato sospeso anche il secondo turno lavorativo, quello del pomeriggio, per la carenza di pezzi meccanici rimasti in fabbrica.
«La Sevel non ha modificato i livelli di produzione. Noi dobbiamo raggiungere degli standard giornalieri. Per questo siamo stati fermati», aggiunge la Fiom. I turni di notte erano stati sospesi lo scorso 26 agosto.
Una situazione, secondo i sindacati, non proprio rosea, se si tiene conto che dallo scorso 19 agosto è stato attivato il contratto di solidarietà per i 462 dipendenti della fabbrica peligna (40 impiegati e il resto operai) che resterà in vigore fino al primo agosto del 2025.
Contratto che prevede già una riduzione lavorativa del 45 per cento, fermo restando il mantenimento del bagaglio contributivo. Il futuro della fabbrica peligna resta appeso a un filo. Per questo l’azienda ha convocato i sindacati per il prossimo 28 novembre, a Roma, quando dovrà essere aggiornato il piano industriale. «È un momento per riprendere le fila del discorso e per capire anche che scenario ci aspetta», sottolinea Michele Paliani della Uilm, il quale ricorda che nei mesi scorsi la Marelli aveva assicurato il mantenimento della commessa fino al 2031 e non fino al 2028 come si pensava inizialmente.
Ciò, sempre secondo le organizzazioni sindacali, non è del tutto rassicurante, visto l'unico legame con l’ex Sevel. «Potrebbe essere una commessa duratura ma con numeri più bassi. È un discorso da affrontare sui tavoli istituzionali», conclude Elvira Simona De Sanctis della Cgil. In un anno la produzione si è dimezzata nello stabilimento peligno ed è passata dai 1.200 ai 600 furgoni al mese.
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