Marelli, turnazioni via Whatsapp E la Fiom proclama lo sciopero

18 Febbraio 2022

La protesta nello stabilimento, dove lavorano 650 dipendenti, scatterà domani per otto ore  Il sindacato in allarme: «Troppe le contraddizioni». Annunciate altre settimane di cassa integrazione

SULMONA. Turni di lavoro comunicati via sms e Whatsapp, la Fiom-Cgil non ci sta e proclama uno sciopero. Incroceranno le braccia domani, per otto ore, i lavoratori della Magneti Marelli che condividono la presa di posizione della Fiom-Cgil sulla situazione che si è venuta a creare nello stabilimento di Sulmona. Dal 10 gennaio 545 dipendenti (su 650 totali) della fabbrica, di cui 487 operai e 58 impiegati e quadri sono in cassa integrazione. Gli ammortizzatori sociali, che dovevano andare avanti fino al 5 marzo, sono stati richiesti dall’azienda che produce componentistica per l’automotive alla luce dell’andamento del settore. Nei giorni scorsi è arrivata la notizia ai lavoratori che la cassa integrazione verrà rinnovata per altre settimane e che si andrà avanti sempre con l’utilizzo dei 18 turni. La Fiom-Cgil, che ha espresso fin dai mesi scorsi timori per il futuro di questa azienda, ha puntato i piedi su un situazione che a loro dire sarebbe diventata incresciosa e ha proclamato per sabato uno sciopero di otto ore legato al primo turno di lavoro. «L’azienda e i firmatari ci spieghino come si fanno a conciliare lavoratori che da un anno e più non completano una settimana sana di lavoro, regime di cassa integrazione e utilizzo dei 18 turni», ha precisato la Fiom provinciale, guidata da Elvira De Sanctis. «Ci sono poi i magazzini pieni per il cliente Sevel e i recuperi produttivi. L’azienda è capace, in maniera simultanea, sia di comunicare ulteriori settimane di cassa integrazione a partire dal 7 marzo, continuando a utilizzare i 18 turni, sia di annunciare un recupero produttivo, quando i magazzini, come sanno bene i lavoratori, sono pieni e i pezzi da recuperare sono già stati prodotti». La Fiom-Cgil, poi, ha contestato il modo di comunicare dell’azienda con i lavoratori. «Ordini e contrordini a ripetizione, impartiti con sms o attraverso Whatsapp, recuperi produttivi con i magazzini talmente pieni che i carrellisti non riescono neanche a fare manovra all’interno». Anche sul futuro del sito il sindacato è critico e teme per gli investimenti futuri. «Con i macchinari obsoleti, nonostante gli annunci di investimenti che restano solo sulla carta, che funzionano solo grazie alla professionalità dei lavoratori», ha concluso la Fiom, «è fin troppo facile prevedere quanto possa rivelarsi “utile” per l’azienda il cosiddetto “recupero produttivo per causa di forza maggiore”. Questa è una gestione che non ci rassicura. Troppe le contraddizioni, per questo abbiamo proclamato otto ore di sciopero».
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