Marelli, verifica sulle emissioni inquinanti

Diffida della Regione: esami affidati al Politecnico di Milano. La Fiom: «I lavoratori andavano informati»
SULMONA. La Magneti Marelli affida al Politecnico di Milano la verifica sulle emissioni inquinanti dopo la diffida della Regione Abruzzo.
Un faccia a faccia tra i vertici dell’azienda e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali ha fatto luce sulle conseguenze delle analisi effettuate dall’Arta nel sito industriale. Il dipartimento Ambiente della Regione Abruzzo ha inviato a metà gennaio all’azienda che produce componentistica per auto una diffida dopo aver valutato insieme all’Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente la qualità dell’aria e le emissioni inquinanti della fabbrica che sarebbero state al di sopra dei livelli consentiti. La Fiom-Cgil ha chiesto subito un incontro per fare chiarezza, anche nel rispetto dei 600 dipendenti dello stabilimento.
«Abbiamo innanzitutto sottolineato la negligenza dell’azienda nel non comunicare tempestivamente ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza il presentarsi di tale situazione e della diffida in corso», hanno spiegato i responsabili della Fiom- Cgil. «Riteniamo inaccettabile di dover venire a conoscenza indirettamente dell’accaduto sfogliando le pagine web del sito della Regione. Inizialmente l’azienda aveva garantito nell’incontro la presenza di tecnici specializzati, che avrebbero illustrato tutti i dati e le carte del caso, però poi il confronto si è tenuto solo in presenza dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza e dei manager». Nel corso della riunione è stata ribadita dalle parti sociali la necessità di avere un quadro preciso dei passi che l’azienda sta compiendo in merito all’accaduto e della natura di tali emissioni.
«Secondo quanto dichiara l’azienda, la verifica sulle emissioni è stata affidata al Politecnico di Milano», hanno continuato i sindacati, «al momento si è in attesa di una risposta da parte delle autorità in merito a questa relazione. Sempre secondo le informazioni fornite dall’azienda, tali emissioni non comportano rischi per la salute e al momento lo stabilimento di Sulmona non sta pagando multe o penali. Adesso bisognerà aspettare il responso dell’Arta sulla relazione del Politecnico di Milano per saperne di più e avere risposte precise e dettagliate sulle emissioni, sulle operazioni di adeguamento, nonché sui limiti delle stesse emissioni consentiti dalle autorità competenti in materia».
Al termine dell'incontro la Fiom-Cgil ha chiesto all’azienda di tenere informati, passo dopo passo, i responsabili dei lavoratori per la sicurezza e di fissare un nuovo incontro a stretto giro di posta per poter esaminare dettagliatamente la documentazione relativa a tali emissioni. (e.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

