Mariani: troveremo una sede, ma prima va pagato l’arretrato
SULMONA. «Se si risolvesse una volta per tutte il contenzioso e si procedesse coi pagamenti degli arretrati noi saremmo i primi a voler trovare una soluzione». L’assessore al Commercio Stefano...
SULMONA. «Se si risolvesse una volta per tutte il contenzioso e si procedesse coi pagamenti degli arretrati noi saremmo i primi a voler trovare una soluzione». L’assessore al Commercio Stefano Mariani riapre la partita del Cescot-Officina dei sapori, che ha chiuso i battenti definitivamente da ieri, con il forno che è stato smontato e i macchinari che sono stati portati via dalla sede di via Marcante. Qui negli ultimi dieci anni migliaia erano stati i diplomi distribuiti di barman, panificatori, pasticceri, macellai e pizzaioli, ma anche quelli di reinserimento lavorativo per disoccupati e cassintegrati, o quelli di falegnameria e agricoltura per i detenuti del supercarcere. «Nessuno vuol mandare via una scuola che si occupa di formazione e che porta persone in città da diverse parti d’Italia», aggiunge Mariani, «se si sistema il contenzioso e si avviano i pagamenti dei canoni pregressi saremo disponibili a trovare una nuova sede, ma le cose vanno fatte con criterio». Il caso dei canoni non pagati per l’uso della struttura di proprietà del Comune inizia nove anni fa, dopo l’avvio di lavori straordinari sulla sede pagati dal Cescot. Circa 64mila euro di interventi, che il Comune riconosce in poco meno di 20mila. Fatto il dovuto storno e aggiunti i canoni pregressi, 500 euro per il primo anno (il 2008) e mille per i successivi nove, il debito che gli uffici comunali rivendicano ammonta a circa 85mila euro. La Scuola dei maestri del gusto è nata nel 2007 da un’idea della Confesercenti, in collaborazione con il Cescot. Da allora sono stati formati decine di panificatori, macellai, pasticceri, pizzaioli, barman, gelatai e sommelier. Sono stati organizzati campi estivi per centinaia di studenti e corsi per un migliaio di detenuti del supercarcere sulmonese, oltre a progetti di formazione per centinaia di disoccupati e cassintegrati.
«Si tratta di una grossa perdita per la nostra città», interviene il vice presidente provinciale di Confesercenti Pietro Leonarduzzi, «migliaia sono state le persone diplomate nella nostra scuola, la gran parte delle quali ha subito trovato un’occupazione». (f.p.)
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