Marijuana acerba, giovane assolto
Civitella Roveto, era accusato di spaccio. Per il giudice «piante inoffensive»
CIVITELLA ROVETO. Se le piante sequestrate non sono mature, ossia non presentano i fiori che contengono il principio attivo della marijuana non ci sono margini per condannare chi le sta coltivando. Con questa motivazione il gip del tribunale di Avezzano ha assolto Gino Di Maggio, 25 anni, di Civitella Roveto, che il 14 agosto dello scorso anno fu arrestato per coltivazione e spaccio di sostanze stupefacenti del tipo marijuana. Le forze dell’ordine gli trovarono in casa, a Civitella Roveto, quattro piante, alte oltre due metri, di canapa indiana. Nell’occasione non furono sequestrati attrezzi atti al confezionamento e allo spaccio di sostanze stupefacenti. Il giovane scontò circa tre mesi di arresti domiciliari. In sostanza il giudice, dopo aver ricordato che la giurisprudenza maggioritaria considera la coltivazione come punibile in sé per la pericolosità della condotta, aderisce all’altro orientamento, quello minoritario, che privilegia, invece, «l’offensività in concreto». Detta in altre parole: se la pianta non è matura non produce stupefacente e, quindi, la condotta del giovane, per il giudice, «non è completamente offensiva». La tesi è stata sostenuta dal legale del giovane, Antonio Pascale.
Di Maggio, però, non se l’è cavata completamente: è stato condannato a dieci mesi di reclusione per aver violato la misura della sorveglianza speciale imposta dal tribunale dell’Aquila. (d.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

