Marinelli, lo sfogo dopo l’assoluzione

Appalto Campomizzi, l’imprenditore: «La mia ditta in ginocchio a seguito di accuse inconsistenti»
L’AQUILA. «Dopo aver smaltito la tensione del processo appena conclusosi, voglio esprimere soddisfazione per l’assoluzione ottenuta pur non potendo esimermi dal constatare che il pressappochismo di chi ha condotto le indagini ha infangato la mia persona e la mia storia imprenditoriale». È lo sfogo dell’imprenditore Enzo Romano Marinelli, dopo l’assoluzione in appello nel processo per l’appalto all’ex caserma Campomizzi insieme all’imprenditore Ettore Barattelli. «Al di sopra di tutto», prosegue, «è stata messa in ginocchio una società dalla storia cinquantennale qual è quella della Marinelli ed Equizi determinando il licenziamento di persone, padri di famiglia, che avevano lavorato insieme a me per decenni. Parliamo di una società che, senza una valida ragione essendo sin dall’inizio evidente l’assoluta inconsistenza dei reati ipotizzati si è vista sequestrare l’intero suo patrimonio immobiliare ingessando l’attività di impresa che traeva linfa proprio dai proventi derivanti dal suo patrimonio. Un patrimonio valutabile in almeno 10/15 milioni sottratto alla disponibilità della Marinelli ed Equizi per garantire un indebito arricchimento ipotizzato dalla Procura di circa 2 milioni e mezzo di euro. Con tale atto, al danno dell’illegittimità della misura cautelare disposta, si è aggiunta la beffa di una valutazione degli immobili sequestrati priva di riscontri oggettivi ed assolutamente penalizzante rispetto all’effettivo valore economico e commerciale degli stessi». «La sentenza di Corte d’Appello», prosegue, «mi ha restituito la dignità di uomo che nell’esercizio della propria attività imprenditoriale ha sempre agito nel rispetto delle regole e che si è sentito intimamente orgoglioso ed onorato di aver avuto l’occasione di aiutare L’Aquila mediante la realizzazione di alloggi per centinaia di persone sfollate in soli 70 giorni; sembra sia passato un secolo ed invece porto ancora addosso le emozioni, provate in quel periodo . Il mio pensiero ed il mio più sentito ringraziamento va a tutti i dipendenti, subappaltatori e fornitori della Marinelli ed Equizi che hanno contribuito alla realizzazione dei lavori all’interno della Campomizzi (alloggi e strutture di cui L’Aquila, gli aquilani e studenti fuori sede beneficiano ancora oggi)e che per colpa di un processo scellerato oggi non lavorano più con me». Elogi anche ai suoi avvocati Cesidio Gualtieri e Massimiliano Placidi.
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