Marinucci: «Trent’anni fa tra sfottò e stadio pieno»

SULMONA. Era l’8 novembre 1992 quando si giocò l’ultimo derby al Pallozzi tra Sulmona e L’Aquila nell’allora serie D, chiamata Campionato Nazionale Dilettanti. Il match finì in parità (2-2) e...
SULMONA. Era l’8 novembre 1992 quando si giocò l’ultimo derby al Pallozzi tra Sulmona e L’Aquila nell’allora serie D, chiamata Campionato Nazionale Dilettanti. Il match finì in parità (2-2) e riservò tante emozioni con gli aquilani che passarono per due volte in vantaggio. Quel derby se lo ricorda benissimo il capitano Marco Marinucci, unico calciatore sulmonese nella formazione titolare schierata dall’allenatore Gildo Valle. «Già durante la settimana i tifosi ci avevano fatto sentire il loro calore, sia durante gli allenamenti che nella classica passeggiata lungo corso Ovidio, come era consuetudine prima di ogni gara», afferma. «La gente ci fermava e parlavamo con loro in piazza XX Settembre che si trasformava in una vera e propria tribuna di sportivi. Essendo di Sulmona, e anche il capitano di quella squadra, sentivo molto la partita e non dormivamo la notte perché contro L’Aquila volevamo fare bella figura e non perdere». Prima della gara vennero ricordati i quattro tifosi aquilani (Maurizio Climastone, Paolo Centi, Carlo Dionisi e Carlo Risdonne) morti nel tragico incidente del 3 giugno 1979 sotto gli archi dell’Acquedotto medievale di Sulmona. Sul campo fu una gara difficile per i biancorossi che al 35’ del primo tempo subirono il gol di Naso su rigore. Dopo il pari al 12’ della ripresa con Sansonetti, sempre dal dischetto, L’Aquila un minuto dopo passò nuovamente in vantaggio con la rete di Montarani. Il Sulmona riuscì a riacciuffare il pari allo scadere, con un gol al 42’ di Graciotti. «È stata una bella partita e molto tirata, nella quale soffrimmo per ottenere il punto», spiega Marinucci. Entrambe le squadre furono protagoniste di una stagione da vertice: il Sulmona si classificò al terzo posto con 46 punti, alle spalle dei rossoblù che conclusero primi con 50 punti, a pari merito con la Torres. Nello spareggio disputato il 29 maggio 1993 allo stadio Flaminio di Roma, vinsero i sardi per 2-1, ma L’Aquila salì ugualmente in serie C2 grazie al ripescaggio. «L’Aquila di quell’anno era competitiva, ma le squadre degli anni precedenti erano sicuramente più forti perché avevano giocatori di categoria superiore come Carlomagno, Di Pietropaolo e Mauti», ricorda Marinucci che nel derby del 1992 sentì forte la responsabilità. «Nella stagione precedente caratterizzata dallo spareggio perso contro il Sora, in squadra c’erano più giocatori di Sulmona», prosegue. «In quell’occasione essendo l’unico, e anche il capitano, per me fu una partita molto sentita come tutti i derby che per Sulmona sono sempre stati un evento importante, sia per noi giocatori sia per il pubblico. Lo stadio era sempre pieno. Quando arrivava L’Aquila era come se fosse la Juve perché sapevamo di avere di fronte uno squadrone. Tra i tifosi avvenivano gli sfottò, ma in campo c’è stato sempre massimo rispetto. Mi ricordo che nell’anno precedente feci gol all’Aquila e fu una gioia grandissima e indescrivibile». Per Marco Marinucci è un’emozione particolare aver giocato l’ultimo derby al Pallozzi che si ripeterà domani esattamente dopo trent’anni per il big match del campionato di Eccellenza. «Andrò allo stadio a tifare l’Ovidiana Sulmona che sta ben rappresentando la città nel massimo campionato regionale», conclude l’ex capitano dei biancorossi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

