Marsica esclusa dai parti indolore

26 Gennaio 2019

Delibera Asl prevede corsi solo per i dipendenti del San Salvatore dell’Aquila

AVEZZANO. Niente parti indolore nella Marsica, arriva la conferma. Saranno possibili solo all’Aquila e non all’ospedale di Avezzano, dove solo per un breve periodo era stata sperimentata la tecnica col protossido di azoto per ridurre la sofferenza delle neo mamme. L’ipotesi che il parto indolore possa essere svolto solo al San Salvatore è stata confermata qualche giorno fa con la delibera numero 63 che dà la possibilità al personale dell’ospedale del capoluogo di specializzarsi in questa pratica già adottata in molti ospedali italiani. Il direttore generale della Asl, Rinaldo Tordera, ha dato il via libera affinché 12 unità dell’ospedale dell’Aquila, tra anestesisti e ostetriche, possano partecipare a un corso a Reggio Emilia per il servizio di parto analgesia con l’obiettivo «di incrementare il numero dei parti». Avezzano, che ogni anno supera la soglia delle 1.200 nascite, ha richiesto più volte di poter eseguire il parto indolore proprio per l’elevato afflusso di puerpere. Ma questo sogno nel cassetto del reparto di ostetricia e ginecologia del Santi Filippo e Nicola è svanito ancora una volta. Ora si teme che questa pratica molto diffusa in tutta Italia possa spingere molte future mamme a spostarsi dalla Marsica verso L’Aquila facendo salire l’asticella dei parti nel capoluogo e facendo scendere quella dell’ospedale di Avezzano che attualmente è al terzo posto per numeri dopo Pescara e Chieti.
«Il primo novembre dello scorso anno sono intervenuto evidenziando come il direttore della Asl volesse istituire il parto indolore solo all’ospedale dell’Aquila e non anche ad Avezzano», ha spiegato Massimo Verrecchia, ex parlamentare attualmente candidato con Fratelli d’Italia al consiglio regionale, «questa mia ipotesi fu smentita e invece a distanza di mesi viene disposta la partecipazione di 12 persone a un corso per il servizio di parto analgesia per il solo ospedale dell’Aquila con l’intento di incrementare il numero dei parti, come riportato testualmente nella delibera. Un vero e proprio atto discriminatorio nei confronti della Marsica che non può essere tollerato».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.