Marsicaland, una tre giorni di successo

19 Settembre 2024

Il direttore del festival Di Renzo: «Il corteo una sfida, un atto rigenerativo della storia del territorio»

AVEZZANO. «Il corteo di Marsicaland è stato un atto rigenerativo della storia del territorio». Ad affermarlo il direttore scientifico del festival diffuso dell’agroalimentare, Ernesto Di Renzo, al termine della tre giorni che ha animato Avezzano e la Marsica.
«In quei tre giorni sono accadute tante cose tutte assieme», ha affermato l’antropologo, «altre ne accadranno ancora nel breve volgere del tempo. Questo perché Marsicaland, oltre a essere un evento che promuove l’agroalimentare come una risorsa economica che ambisce a farsi patrimonio culturale condiviso, è innanzitutto una casa comune, una proposta di futuro, un’idea ambiziosa da realizzarsi unitamente nel segno dell’appartenenza al territorio e nella identificazione ad esso. Una appartenenza che deve essere sentita come adesione sentimentale ai luoghi, quindi come convenienza che necessita di essere interiorizzata e condivisa affinché la Marsica ridiventi quell’entità storica e politica che è stata in un tempo non lontano». Per Di Renzo «quello che Marsicaland vuole che accada non è far tornare in auge un passato in sé concluso. Quello che Marsicaland vuole veicolare è che il passato diventi un generatore di senso con cui ritessere l’ordito di un presente vissuto nella piena consapevolezza di ciò che si è. Ed è proprio per questa ragione che si è voluto mettere in scena un imponente corteo storico in costume, il primo del suo genere ad Avezzano, con l’obiettivo di rendere gli sguardi e l’immaginazione degli strumenti di autocoscienza pubblica. Una tradizione inventata, quella del corteo, che la si è voluta far nascere un po’ come sfida, un po’ come azzardo, un po’ come mito fondativo. Ma anche come presidio terapeutico, volto a risanare i molteplici traumi storici – prosciugamento, terremoto, innesti etnici – che continuano ad attanagliarci come comunità diffusa e a farci sentire come “figli di un dio minore”. Quello che il corteo ha voluto rappresentare, dunque, è stato una sorta di atto rigenerativo di una storia più volte interrotta ma, nello stesso tempo, comune e condivisa: come ha dimostrato la presenza dei numerosi gonfaloni municipali testimonianti la volontà dei paesi della Marsica di sentirsi parte, accanto ad Avezzano, di un unico corpo sociale, culturale e territoriale. A questo punto fermarsi, o tornare indietro, non sarà più possibile, né giustificabile, né perdonabile».
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