Marsilio: «Il decreto-sisma era inefficace»

1 Febbraio 2019

Il candidato presidente alla Regione sulla polemica con D’Alessandro: ecco perché mi sono astenuto

L’AQUILA. «Rivendico l’astensione sul decreto legge relativo alle misure urgenti a favore delle popolazioni terremotate dell’Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria. Un provvedimento, ereditato dal governo Gentiloni, che da più parti fu definito “decretino”, in quanto inefficace e che, al nostro gruppo, sembrò un’occasione persa».
È la replica di Marco Marsilio, candidato alla presidenza della Regione per il centrodestra, dopo le accuse di Camillo D’Alessandro, esponente del Pd e consigliere regionale nella giunta D’Alfonso.
«Molte delle richieste giunte dai sindaci e dai cittadini abruzzesi, che io ho sostenuto con degli emendamenti, non furono accolte. Il decreto fu poi migliorato, sebbene di poco, tanto che le nostre proposte, all’origine bocciate, sono state inserite nei successivi provvedimenti», aggiunge Marsilio. «Un’evidente ammissione di colpa. Con il voto dei 5 Stelle, infatti, fu respinto l’emendamento che prevedeva l’istituzione del reddito di cratere, a favore di chi non aveva più un lavoro a causa del sisma. Chiedemmo anche degli sgravi fiscali per le aziende intenzionate ad assumere personale residente nel cratere e, ancora una volta, le nostre proposte furono respinte».
«Resta ancora molto da fare in tema di ricostruzione», prosegue il candidato alla presidenza della Regione per il centrodestra, Marsilio, «soprattutto per quanto riguarda le risorse. Penso ai fondi per il comune dell’Aquila, alle norme per semplificare le procedure, che il sottosegretario pentastellato Crimi ha promesso, ma che stiamo ancora aspettando. Confrontiamoci sulla ricostruzione, su quello per cui ci batteremo e impegneremo, piuttosto che alimentare polemiche artefatte, quanto disperate, per captare qualche voto».
Poi, il candidato presidente sferra l’attacco finale a D’Alessandro: «Infine, per rispetto della verità, va rilevato che Camillo D’Alessandro, esponente di peso del Pd, consigliere regionale, fidatissimo di D’Alfonso, si ricorda solamente ora del terremoto. Ma, è talmente disinformato e lontano dalle problematiche legate ai crateri sismici, che scrive di una fantomatica astensione avvenuta nel 2016, quando in realtà il provvedimento risale a maggio 2018».
«E che dire di Legnini (candidato presidente del centrosinistra, ndr), che si è astenuto sulla legge 77/2009, relativa al sisma dell’Aquila, che stanziava 10,5 miliardi per il cratere 2009?», conclude il candidato presidente Marsilio. (v.p.)
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