Marsilio, l’impegno sui 4 tribunali: «Il ministro Nordio vuole salvarli»

23 Maggio 2023

Nuovo incontro nella sala consiliare, il presidente della Regione: «Concluderemo il percorso avviato» E con uno specifico emendamento al Decreto lavoro si punta a rafforzare gli organici degli uffici

AVEZZANO. Si punta sul Decreto lavoro per sbloccare le piante organiche dei presidi di giustizia di Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto. È quanto emerso ieri dall’incontro del comitato per la salvezza dei tribunali, coordinato dal sindaco di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, al quale ha preso parte anche il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio. La battaglia per la salvezza dei quattro tribunali ora si combatte su due fronti. Se da un lato il comitato continua a lottare per tenere in vita i presidi soppressi dall’ultima riforma della geografia giudiziaria – e ancora aperti per effetto di una serie di proroghe (l’ultima scade il 31 dicembre 2023) – dall’altro a preoccupare è l’emergenza dovuta alla carenza di personale, magistrati e amministrativi, che vede tribunali e procure sempre più in affanno. Oltre a Marsilio hanno partecipato in presenza il senatore di Fratelli d’Italia, Guido Liris, e il presidente dell’Ordine degli avvocati di Avezzano, Roberto Di Pietro. Collegati a distanza i parlamentari Etel Sigismondi di Fratelli d’Italia, Michele Fina per il Pd, Nazario Pagano di Forza Italia e il sottosegretario Luigi D’Eramo (Lega). Del comitato fanno parte anche i sindaci di Sulmona, Lanciano e Vasto, i presidenti dei relativi ordini forensi e quelli delle Province di L’Aquila e Chieti.
LE PIANTE ORGANICHE
Un emendamento al Decreto lavoro potrebbe riuscire a sbloccare le piante organiche e a concedere una boccata d’ossigeno agli uffici giudiziari. Affinché l’emendamento produca effetti però occorrono 60 giorni. Troppi per il comitato che ha proposto una soluzione. Per il solo personale amministrativo, infatti, il parere favorevole del governo sarebbe importante a sollecitare i presidenti dei tribunali di Chieti e L’Aquila a procedere all’invio delle figure assegnate, ma di fatto mai trasferite alle sedi soppresse.
IL DISEGNO DI LEGGE
Quanto alla sorte dei quattro tribunali, dalla sala consiliare del Comune Marsilio si è detto «fiducioso sull’esito della vicenda. In questi anni mi sono confrontato con tre ministri di quattro governi diversi che non hanno mostrato di voler modificare la geografia giudiziaria, dichiarandosi contrari alla riapertura di questi tribunali minori», prosegue Marsilio, «come Regione abbiamo dovuto attivare una proposta di iniziativa legislativa e oggi abbiamo finalmente un governo con un ministro, Carlo Nordio, che ha più volte criticato la riforma sottolineandone il fallimento e ribadendo la sua contrarietà alla chiusura dei presidi giudiziari minori. Esiste una proposta di legge d’iniziativa del consiglio regionale che segue il suo iter in commissione Giustizia ed esiste già un testo unificato con quello di altre due regioni visto che su questo fronte abbiamo fatto scuola, siamo capofila ed altri hanno seguito il nostro esempio. Il governo nazionale dunque, esprime sostanzialmente un parere favorevole a questo indirizzo. Di strada ne abbiamo fatta tanta, ne abbiamo ancora molta da fare ma siamo qui oggi, per fare squadra con il territorio, per andare avanti e concludere questo percorso virtuoso». La proposta prevede che le sedi soppresse possano riprendere le proprie funzioni con le spese a carico della Regione. Ma la politica ha solo sei mesi per invertire la rotta e cambiare la sorte dei quattro tribunali. Per il senatore dem Fina «occorre chiedere unitariamente al ministro della Giustizia di indicare al Dipartimento del ministero che i tribunali siano considerati aperti, salvo altre decisioni, che ovviamente lavoriamo per scongiurare. Oggi invece sono considerati chiusi, salvo proroghe. Questo genera problemi strutturali per le piante organiche».
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