Marsilio rassicura: tribunali salvi

2 Gennaio 2023

Il presidente della Regione: il governo presenterà uno specifico emendamento

AVEZZANO. Il decreto Milleproroghe non contiene alcun provvedimento che scongiuri la chiusura dei tribunali di Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto. Ma per il presidente della Regione Marco Marsilio «non c’è alcun problema» in quanto, ha scandito il governatore nella conferenza di fine anno, «si tratta di un impegno preciso del governo che provvederà a inserire il provvedimento con un emendamento specifico». Secondo Marsilio, inoltre, «c’è l’impegno da parte dei sottosegretari alla Giustizia che hanno incontrato i sindaci delle quattro città interessate, insieme ai presidenti degli ordini professionali, a inserire questa norma. Si tratta solo di avere il tempo di scrivere la norma e di scriverla bene», ha chiosato il governatore di Fratelli d’Italia. Senza una nuova proroga, i tribunali dovranno chiudere i battenti dal primo gennaio 2024. Dopo l’approvazione del decreto Milleproroghe, la senatrice del Movimento 5 Stelle, Gabriella Di Girolamo ha annunciato di avere già pronto un emendamento per inserire nel decreto la nuova proroga pluriennale. Nei piani dei sindaci e degli avvocati abruzzesi il decreto Milleproroghe, iscritto in Gazzetta Ufficiale lo scorso 29 dicembre ed entrato in vigore il giorno seguente, dovrebbe contenere la proroga biennale per i presidi di giustizia, in attesa di una soluzione definitiva al problema.
Dopo l’ultimo incontro con il ministro alla Giustizia, Carlo Nordio, e i sottosegretari Andrea Delmastro Delle Vedove e Andrea Ostellari, la delegazione abruzzese aveva incassato la volontà del governo alla concessione di un nuovo rinvio e alla successiva apertura di una riforma della geografia giudiziaria per la salvezza definitiva dei tribunali.
Nel mese di gennaio, inoltre, dovrebbe essere avviato un tavolo tecnico tra parlamentari, sindaci e ordini forensi per analizzare gli effetti innescati dall’ultima riforma della geografia giudiziaria e gettare le basi per un nuovo testo legislativo di riordino. Altro punto al centro della discussione è l’assenza delle forze politiche di opposizione dalle trattative con il governo per la salvezza dei tribunali: «Dagli incontri sono stati esclusi gli esponenti dell’opposizione, a differenza di quanto è accaduto negli anni passati dove la partecipazione era aperta a tutti», ha ammonito Di Girolamo. (l.p.)
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