Marsilio: «Sarò garante dei Comuni così l’Abruzzo avrà i risarcimenti»

8 Ottobre 2022

Il presidente incontra gli amministratori: pensare a progetti unitari per creare infrastrutture durature Con gasdotto e centrale agli enti locali vanno cinque milioni più i finanziamenti di Fondazione Snam

SULMONA. Gli amministratori chiedono certezze prima della realizzazione del metanodotto Snam Sulmona-Foligno e della centrale di compressione Case Pente. Ieri pomeriggio il presidente della Regione Marco Marsilio, e l’assessore regionale alle Aree interne Guido Liris, hanno accolto a palazzo Silone all’Aquila sindaci e amministratori dei Comuni attraversati dal metanodotto che nei giorni scorsi ha ricevuto il via libera dal consiglio dei ministri. L’opera deve essere realizzato entro il 2027 in risposta all’emergenza gas.
Marsilio, che ha preso parte anche al consiglio dei ministri di Roma, ha spiegato ai rappresentanti istituzionali presenti che «il territorio deve porsi il tema di come negoziare con Snam e con il governo le compensazioni previste dalla legge, e decidere insieme come meglio utilizzare questi fondi. Sono fondi che si possono distribuire singolarmente ai Comuni interessati oppure attraverso progetti unitari, che possono lasciare sul territorio infrastrutture utili e più durature nel tempo anziché piccoli interventi sparpagliati. La Regione si pone come mediatore tra lo Stato e i singoli Comuni coinvolti, sempre che si possa trovare su questo una condivisione, un percorso comune da portare avanti. Sembrava doveroso e utile incontrare i primi cittadini per dare una corretta informazione su quello che è avvenuto e che avverrà nel prossimo futuro».
In base a quanto previsto dalla normativa vigente, con la realizzazione del metanodotto, Snam dovrebbe versare nelle casse dei Comuni circa cinque milioni di euro, dei quali 3,2 a Sulmona per centrale e metanodotto, 800mila euro all’Aquila, 500 mila euro a Navelli e tra i 70 e i 100 ai restanti Comuni. Ci sarebbe poi tutta un’altra fascia di sostegni legati alla Fondazione Snam, che si riverserebbero sul territorio tramite progetti e iniziative di diverso genere, per i quali però non c’è nulla ancora di concreto.
Dubbi sono stati espressi dal primo cittadino di Sulmona, Gianfranco Di Piero, che ha preso parte all’incontro a palazzo Silone insieme all’assessore alla Transizione ecologica, Attilio D’Andrea. «A nostro giudizio vanno ancora valutati elementi importanti di cui fino a ora non si è parlato», ha affermato il sindaco Di Piero, «penso per esempio allo studio di sismicità che la Snam diceva di dover realizzare dopo l’autorizzazione, oppure alle indagini archeologiche, necessarie per legge, sul terreno dove dovrebbe sorgere la centrale di compressione. Sembra che proprio lì ci siano i resti di una domus romana: Snam dovrà effettuare gli studi e dirci come stanno le cose. Attendiamo di conoscere gli esiti di queste indagini perché è nostro interesse avere un quadro chiaro della situazione».
Di Piero ha annunciato di volersi confrontare sia con gli amministratori sia con i cittadini su quanto sta emergendo in questi giorni. «Ci siamo riservati di riferire al territorio, di sentire la volontà della città», ha concluso il sindaco di Sulmona, «abbiamo convocato per lunedì la conferenza dei capigruppo e poi andremo verso un consiglio comunale. È emerso nell’incontro che la centrale sarà ad alimentazione mista, con due motori elettrici e uno a metano. Noi vogliamo scongiurare la combustione e vogliamo che Snam ci dia delle risposte nell’interesse della collettività».
Anche il sindaco di Pratola Peligna, Antonella Di Nino, al termine dell’incontro con il presidente Marsilio e il neosenatore Liris, ha convocato i gruppi consiliari per martedì, al fine di informarli su quanto emerso. «In questa fase che si apre dopo l’ok definitivo dato dal governo», ha sottolineato la Di Nino, «ho ribadito la necessità al presidente della Regione che lui stesso rimanga interlocutore di garanzia per il territorio con la Snam, come ha fatto in queste ultime settimane. Marsilio ci ha riferito anche della nuova apertura della Snam all’ipotesi della centrale elettrica».