Marsilio: «Ultima occasione per i tribunali»

7 Febbraio 2022

Oggi alle 17 la riunione con parlamentari e avvocati. Ore decisive per il voto del Milleproroghe

AVEZZANO. «È l’ultima occasione per ottenere un risultato».
Sono le parole del presidente della Regione Marco Marsilio alla vigilia del vertice per la salvezza dei tribunali di Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto che rischiano di chiudere i battenti a settembre. Oggi, alle 17, Marsilio presiederà una riunione in cui sono stati invitati a partecipare tutti i parlamentari abruzzesi, i sindaci delle quattro città coinvolte e i rappresentati degli Ordini forensi. «Nelle prossime ore ci sarà un momento decisivo e topico», spiga il presidente della Regione riferendosi al voto del decreto Milleproroghe da parte delle Commissioni riunite Affari costituzionali e Bilancio della Camera dei deputati. «Motivo per il quale», prosegue Marsilio, «ho ritenuto utile un momento di sintesi. Il ministro della Giustizia ha incontrato in due diversi momenti quasi tutti i parlamentari abruzzesi e poi me, insieme ai rappresentati degli Ordini forensi. La riunione di domani (oggi per chi legge, ndr) servirà a fare il punto, condividere una linea comune di azioni per impegnarci di conseguenza in maniera coordinata e condivisa. L’augurio», conclude il presidente, «è che si confermi una linea trasversale che unisca nella battaglia per arrivare a un’azione comune di tutti i parlamentari. È l’ultima occasione per ottenere un risultato». Dopo l’incontro deludente con il Guardasigilli, che aveva proposto di mantenere in vita i tribunali ma come sedi secondarie, gli avvocati del foro di Avezzano avevano confermato un altra settimana di sciopero annunciando l’astensione dalle udienze da lunedì 21 e lunedì 28 febbraio. Venerdì 25 ci sarà una nuova assemblea per decidere altre forme di protesta. Così, consapevole dei rischi che si correrebbero affidandosi alle sola decisione del ministro della Giustizia, Marsilio ha convocato un incontro in vista dell’imminente esame della Commissioni riunite del decreto Milleproroghe, l’ultima ancora di salvezza per ottenere due anni di rinvio in attesa di una migliore riforma della geografia giudiziaria». (f.d.m.)
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