Masciocco dice basta ai trasversalismi nella sinistra

15 Febbraio 2019

L’AQUILA. «Bisogna fare i conti con gli errori commessi perché se scimmiotti gli altri, se non cambi metodo e se continui a rinnegare la tua identità, continueremo a perdere». È dura l'analisi post...

L’AQUILA. «Bisogna fare i conti con gli errori commessi perché se scimmiotti gli altri, se non cambi metodo e se continui a rinnegare la tua identità, continueremo a perdere». È dura l'analisi post elettorale di Giustino Masciocco, consigliere comunale di Articolo 1- democratici e progressisti. Masciocco elenca una serie di errori commessi in questi anni dal centrosinistra, aquilano e non. «Le ultime tornate elettorali, le comunali del 2017, le politiche del 2018 e le regionali del 2019, hanno avuto tutte un minimo comune denominatore», afferma Masciocco, «la volontà di non rivendicare l’attività delle amministrazioni uscenti e i risultati ottenuti, abbandonando nell’oblio gli anni di governo della propria parte politica. Nel 2017, oltre lo scontro fratricida alle primarie tra Di Benedetto e Pietrucci, due risorse politiche importanti per la città, la coalizione dell’allora centrosinistra non ha saputo analizzare e rivendicare, oppure criticare, le scelte del sindaco uscente Cialente negli anni difficili del post terremoto, si è presentata come se al suo interno non ci fossero assessori e consiglieri di maggioranza, me compreso, che avevano invece contribuito ad amministrare la città. Seguirono accuse di tradimento elettorale e veleni politici tra alcuni protagonisti di quella fase politica, favorendo la rimonta di Pierluigi Biondi. Riguarda alle recenti regionali, per oltre quattro anni, i rappresentanti del nostro territorio hanno svolto un’attività di lotta e di governo qualche volta contestando, anche duramente, alcuni provvedimenti presi da Luciano D’Alfonso, altre volte subendo il piglio decisionista dell’ex presidente, che non ha lasciato campo a forme di partecipazione intermedie e dei cittadini, pretendendo il consenso su grandi scelte strategiche peraltro mai concretizzate. Ancora una volta», sottolinea Masciocco, «si è provato a far dimenticare agli abruzzesi D’Alfonso, promettendo un futuro diverso; ma anche nella coalizione che ha appoggiato Legnini, c’erano assessori e consiglieri che hanno fatto parte del governo della Regione. Nella nostra città, la sinistra, il centrosinistra, i progressisti, hanno avuto la possibilità di governare e di produrre profonde modifiche amministrative. I cittadini ci hanno permesso di governare per lunghi anni, ma se nell’attività di governo non rompi incrostazioni stratificate, trasversalismi e doppi moralismi, se il metodo di governo resta intoccabile e uguale, indipendentemente da chi governa, l’elettore non sceglierà più per appartenenza, ma per le valutazioni e convenienze del momento. Ed è questo che sta accadendo. Quando i nostri concittadini vorranno cambiare le loro scelte elettorali, mi auguro che la parte politica a cui appartengo sia pronta a raccogliere una nuova possibile fiducia».
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