Masciocco: in Comune baby pensionato al lavoro Biondi deve chiarire

20 Marzo 2018

L’AQUILA. «Sarà capitato a molti cittadini di recarsi al Settore Ricostruzione pubblica negli ultimi mesi, prima in via Ulisse Nurzia ora in via XXV Aprile, per segnalare buche, marciapiedi da...

L’AQUILA. «Sarà capitato a molti cittadini di recarsi al Settore Ricostruzione pubblica negli ultimi mesi, prima in via Ulisse Nurzia ora in via XXV Aprile, per segnalare buche, marciapiedi da sistemare, strade da asfaltare, neve da pulire, lampioni da revisionare. Da informazioni assunte in qualità di consigliere comunale, sembra che i cittadini, quando si presentano agli uffici, vengano quasi sempre intercettati da una persona che non esibisce alcuna targhetta che chiarisca il suo nome, cognome e ruolo». l’intervento è di Giustino Masciocco, consigliere comunale di Art. 1-Dem Pro.
«La cosa imbarazzante è che a queste persone verrebbe richiesto nome, cognome, numero di telefono e il motivo della visita negli uffici del Comune, prima ancora che il cittadino possa parlare con un dipendente pubblico, oppure con un responsabile che occupa il ruolo di posizione organizzativa, ovvero con il dirigente del servizio», aggiunge Masciocco. «L’unico atto esistente che permetterebbe a questa persona – baby pensionato – di frequentare gli uffici comunali, risulta essere un contratto di collaborazione per soggetti in quiescenza, con il Comune dell’Aquila, firmato con ben cinque mesi di ritardo, per supportare la segreteria (inesistente) del vicesindaco Guido Quintino Liris. Fa venire la pelle d’oca», prosegue Masciocco, «pensare che qualcuno, che non sia un dipendente pubblico, possa entrare in possesso di dati anagrafici dei cittadini (compresi i recapiti telefonici) peraltro sensibili per legge che, per volontà o per esigenza, abbiano messo piede al Settore Ricostruzione pubblica segnalando un problema o una legittima richiesta».
«Per cercare di capire la situazione e tranquillizzare i molti cittadini che si sono rivolti al sottoscritto, chiedendo spiegazioni in merito», sottolinea il consigliere di Art. 1, «ho depositato un’interpellanza urgente al sindaco Pierluigi Biondi, per conoscere come sia potuto accadere che, il collaboratore in quiescenza, abbia prestato la sua opera in Comune per quasi 5 mesi, senza aver sottoscritto il contratto previsto dalla delibera di giunta numero 377 dell’11 agosto 2017. Come pensa di operare il sindaco per verificare se il collaboratore sia venuto in possesso di informazioni riservate. Quali provvedimenti amministrativi intenda adottare».