Massacrò un 61enne, chiesto il processo

5 Aprile 2023

Il giovane di Pacentro aggredì il padre della fidanzata. L’uomo morì dopo due mesi: per l’accusa è omicidio preterintenzionale

SULMONA. È accusato di omicidio preterintenzionale per aver picchiato il padre della fidanzata, poi deceduto a causa di quelle percosse subite. La Procura della Repubblica di Sulmona ha chiesto il rinvio a giudizio per il 30enne Stefano Marcaurelio, con l’accusa di avere scaraventato a terra il 61enne Filippo Recchione, di Sulmona, che era il padre dell’allora fidanzata, procurandogli un grave trauma cranico. L’uomo morì in ospedale, il 4 aprile del 2019, due mesi dopo il ricovero. L’udienza preliminare è stata fissata per il prossimo primo giugno. I fatti risalgono all’8 febbraio del 2019 quando il giovane si recò a casa della famiglia della ragazza, in una palazzina nella zona Peep di Sulmona, per chiarire le cose con il padre che non vedeva di buon occhio quel rapporto. Ma l’auspicato chiarimento ben presto degenerò in lite con il giovane che, messo alla porta, ebbe una reazione violenta tanto da colpire a pugni Recchione che finì rovinosamente a terra e con diverse fratture al volto. Il macchinista di Trenitalia fu trovato privo di sensi e coperto di sangue dalla figlia che allertò i soccorsi. Dalle indagini avviate dalla squadra anticrimine del commissariato di Sulmona trovò subito conferma l’ipotesi dell’aggressione da parte di Marcaurelio.
Alcune settimane dopo la situazione del 61enne precipitò. L’uomo, fino ad allora ricoverato nel reparto di terapia intensiva, morì il 4 aprile del 2019. Stando alla relazione dell’anatomopatologo Luigi Miccolis, la causa della morte del ferroviere, avvenuta dopo circa due mesi di coma, fu uno choc emorragico compatibile con le ferite riportate nell’aggressione. Lo stesso giovane, nel corso di una dichiarazione spontanea resa durante le indagini agli agenti della squadra anticrimine, raccontò di aver avuto una violenta lite con il padre della sua ragazza, aggiungendo però di non essersi reso conto della gravità delle condizioni del 61enne. Ora a suo carico è arrivata la richiesta di rinvio a giudizio per omicidio preterintenzionale avanzata dal pubblico ministero Stefano Iafolla. Richiesta che dovrà passare al vaglio del gup.
Esclusa nel corso delle indagini l’imperizia sanitaria che era inizialmente stata ipotizzata poiché il ferroviere durante i due mesi di degenza in ospedale era stato sottoposto a un intervento chirurgico. (c.su.)
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