Massaro diventa vescovo: «Accoglietemi in semplicità»

Ad Andria la cerimonia di ordinazione del nuovo presule con Santoro e Petrocchi I saluti ai marsicani: a mia madre ho detto di stare tranquilla, sarò in buone mani
AVEZZANO. La festa per ordinazione episcopale di Giovanni Massaro unisce nell’abbraccio le diocesi di Andria e di Avezzano. Il neo-vescovo è stato consacrato ieri durante una cerimonia solenne che si è svolta in piazza Vittorio Emanuele II (piazza Catuma) ad Andria. La città d’origine del nuovo pastore della Chiesa marsicana si è fermata per la celebrazione.
CHI C’ERA. Alla cerimonia presieduta da Luigi Mansi, vescovo di Andria, con Pietro Santoro, vescovo emerito di Avezzano, Luigi Renna, vescovo di Cerignola- Ascoli Satriano, hanno preso parte il cardinale Giuseppe Petrocchi, arcivescovo dell’Aquila, i sacerdoti della diocesi di Avezzano, i rappresentanti istituzionali, tra cui il consigliere comunale di Avezzano Maurizio Seritti e il sindaco di Tagliacozzo Vincenzo Giovagnorio, e i fedeli. In prima fila la mamma, la sorella gemella e il fratello del nuovo vescovo, visibilmente emozionati. Ad accompagnare Massaro è stato il vicario della diocesi di Avezzano, don Francesco Tudini, parroco di Collarmele, che ha presentato il mandato di Papa Francesco del 23 luglio poi letto da un sacerdote della diocesi pugliese.
LE PAROLE DEL VESCOVO. «Non smettere mai di stupirti del mistero della chiamata del Signore», ha detto nell’omelia Mansi, «non smettere mai, caro don Gianni, di lasciarti soggiogare dallo sguardo amorevole di Cristo. Come Matteo sei chiamato a far parte del collegio apostolico e sei chiamato a scrivere in Vangelo nelle terre dove Dio ti ha mandato». Durante le litanie Massaro si è sdraiato a terra, mentre intorno le campane a festa ricordavano a tutti l’importante avvenimento, poi in ginocchio ha ricevuto l’imposizione delle mani, l’unzione del capo con l’olio crismale, la consegna del Vangelo, dell’anello vescovile, della mitra e del pastorale. Massaro, visibilmente commosso, ha guardato la piazza della sua città che lo applaudiva con calore. Poi sul suo viso è spuntato il sorriso. L’abbraccio fraterno con monsignor Mansi, le braccia spalancate davanti al suo predecessore Santoro e poi il saluto ai confratelli tra una carezza e un incoraggiamento. Dopo l’offertorio, curato dalla famiglia del neo-vescovo, e la comunione Massaro ha benedetto i fedeli. Mentre il coro intonava il Te deum ha attraversato la piazza di Andria in festa e ha impartito la benedizione. Tra sorrisi e saluti Massaro, seguito dal vescovo Santoro, è passato in mezzo alla folla, tra chi lo chiamava per nome, chi piangeva e chi continuava a gridare auguri. Lui ha ringraziato tutti, si è soffermato davanti ai sacerdoti marsicani e ha accarezzato dei disabili benedicendoli e chiedendo una preghiera speciale.
IL SALUTO DI MASSARO. «Non si è mai vescovi da soli», ha ricordato nel saluto finale ringraziando uno a uno i presenti. «Vorrei abbracciare tutti voi, l’immagine di questa piazza traboccante di gioia me la porterò per sempre nel mio cuore. E nel mio cuore dal 23 luglio scorso sono entrati i presbiteri, le religiose, i religiosi e i fedeli di Avezzano. Impareremo a conoscerci e a condividere i doni del Signore». Massaro ha poi citato don Primo Mazzolari: «Io vengo da voi per divenire buono insieme a voi. Essere buoni è tutto, amare è tutti» e ha ricordato la presenza costante di Maria nella sua vita e nel suo cammino di presbitero. Rivolgendosi ai fedeli marsicani presenti ha chiesto di accoglierlo «in semplicità, così come sono, in fede e con il cuore. So che la Marsica è una terra abitata da un popolo che vuole bene al suo vescovo. Alla mia mamma dico di stare tranquilla perché io vado in buone mani».
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