Massi minacciano le case, arrivano i sensori

Capistrello, speciali dispositivi sulle reti di protezione a Monte Arezzo: inviano un allarme al Comune
CAPISTRELLO. A Capistrello un innovativo sistema elettronico è in grado di monitorare 24 ore al giorno, e in tempo reale, l’eventuale distacco di massi dalla montagna, nelle aree interessate dal dissesto idrogeologico a ridosso del centro abitato.
In particolare Smarty geo, questo il nome della tecnologia, è un sistema automatico controllato da remoto che viene applicato su specifiche barriere paramassi. In caso di frane, o del distacco di massi dalla parete rocciosa che vadano a impattare sulle barriere, particolari sensori sono in grado di inviare un alert all’amministrazione comunale che consente di attivare i sistemi attuatori per la messa in sicurezza dell’area colpita.
«Il segnale viene inviato in tempo reale attraverso delle onde radio», spiega il sindaco di Capistrello, Francesco Ciciotti, «la zona messa in sicurezza è il versante capistrellano del Monte Arezzo che sovrasta l’abitato di Capistrello vecchio, una parete rocciosa percolante da tempo, ora messa in protezione attraverso una tecnologia all’avanguardia che abbiamo deciso di adottare. Il progetto costato 1 milione e 200mila euro è stato finanziato con fondi regionali», aggiunge Ciciotti, «per completare il lotto siamo in attesa di un ulteriore finanziamento da 800mila euro. L’intervento rientra in un più ampio programma di messa in sicurezza dell'intero territorio comunale rispetto al fenomeno del dissesto idrogeologico», conclude il sindaco di Capistrello, «che prevede altre progettazioni per la messa in protezione degli altri versanti del Monte Arezzo, una zona del quartiere Santa Barbara a rischio esondazione, la sistemazione della frana al cimitero della frazione di Pescocanale e il dissesto di via delle Giberghe per i quali pensiamo di attingere a fondi ministeriali al fine di avere un territorio più sicuro in pochi anni».
Smarty geo consente di monitorare 500 metri lineari di barriere paramassi (alte 5 metri) per un’area complessiva di 2.500 metri quadrati a protezione del centro abitato sottostante.
Per l’installazione di Capistrello, la tecnologia innovativa è stata progettata e prodotta da una spin off dell’Università dell’Aquila in collaborazione con lo studio tecnico Amp Engineering. (f.d.m.)
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