«Massimo dieci giorni per una visita oculistica»

SULMONA. «Per una visita oculistica ordinaria non bisogna attendere 8 mesi ma solo una settimana-10 giorni al massimo se ci si rivolge ai distretti sanitari oppure 3 mesi e mezzo se si va in ospedale;...
SULMONA. «Per una visita oculistica ordinaria non bisogna attendere 8 mesi ma solo una settimana-10 giorni al massimo se ci si rivolge ai distretti sanitari oppure 3 mesi e mezzo se si va in ospedale; se invece la visita è urgente si fa in giornata, anche nel presidio ospedaliero».
Lo precisa il responsabile del reparto di oculistica dell’ospedale di Sulmona, Berardino Di Censo in merito ad alcune critiche che erano arrivate da pazienti.«Cosa diversa dalla semplice visita», aggiunge Di Censo, «è l’esame del campo visivo (cui si ricorre soprattutto per controllare il glaucoma) che solo in casi molto rari riveste il connotato dell’urgenza. L’accertamento del campo visivo», prosegue Di Censo, «si esegue in genere 2 volte l’anno ( quindi ogni 6 mesi) e dunque i nostri pazienti non hanno difficoltà nella prenotazione. Peraltro nei rari casi in cui viene richiesto il campo visivo urgente (di solito per problemi neurologici), l’ortottista lo esegue in giornata e, in caso di sua assenza, l’utente si può rivolgere ad altre strutture della Asl».
La Asl ricorda una volta che, al di fuori delle prenotazioni programmate (per le quali non è necessario procedere con priorità) i dottori «di medicina generale e gli specialisti - se lo ritengono necessario e sulla base dei motivi da riportare nell’impegnativa - possono graduare l’esecuzione temporale delle diverse prestazioni in base alle cosiddette classi di priorità (previste dalle legge regionale) che stabiliscono criteri e tempi di accesso per visite ed esami. In base alla propria valutazione, lo specialista che richiede la prestazione può scegliere tra una ’corsia’ veloce che riguarda le urgenze (da eseguire entro 72 ore), un percorso temporale medio (massimo 10 giorni) o, infine, contenere l’attesa massima entro 30 giorni».
Il dottor Di Censo, in merito alle critiche, chiarisce anche il passaggio sulla «sospetta» patologia di cui parla il signor. P. C. e sul suo diritto alla presunta esenzione dal ticket.
«L’esenzione dal pagamento del ticket», afferma Di Censo, «viene concessa per patologia acclarata e non per gli accertamenti diagnostici necessari per accertarla».
Il reparto di oculistica effettuata circa 10.000 visite l’anno e oltre 3.000 esami per il campo visivo, attività che comprende una quota significativa di utenti anche dell’Alto Sangro, di centri ubicati nel Parco nazionale Abruzzo e nella Val Pescara.
«Da quest’ultimo territorio», si legge nella nota Asl, «proviene un discreto numero di pazienti, soprattutto da Bussi, Scafa e Torre de’ Passeri che, pur essendo residenti in provincia di Pescara, si rivolgono al reparto oculistica dell’ospedale di Sulmona non solo perché si trova a pochi chilometri ma soprattutto per la fiducia che ormai hanno nei medici e nel servizio offerto».
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