Massimo, la verità dall’autopsia

Dolore per la morte del motociclista deceduto nello schianto contro un’auto. Tanti messaggi d’affetto
L’AQUILA. Una comunità impietrita dal dolore, che si è stretta intorno ai familiari di Massimo Di Fabio, l’uomo di 45 anni che ha perso la vita sabato in un incidente stradale avvenuto in via Aldo Moro. Di Fabio, dipendente dell’azienda Rainaldi, è andato a schiantarsi in sella alla sua Suzuki contro una Ford Fiesta, guidata da un 75enne, rimasto illeso, che proveniva dalla direzione opposta e che stava svoltando a sinistra per entrare nel piazzale di casa. Nessuno scampo per il 45enne finito contro l’auto, che ha cercato invano di superare, per poi volare rovinosamente sull’asfalto. Inutili i soccorsi prestati prima da alcune persone scese da un autobus, che si è fermato a pochi metri dall’incidente, e poi dagli operatori della Misericordia. Inutile anche l’arrivo del 118. Per Di Fabio non c’è stato nulla da fare e sarà compito della polizia locale, intervenuta sul posto, ricostruire, anche attraverso le testimonianze raccolte, la dinamica dell’incidente.
Oggi l’anatomopatologo Giuseppe Calvisi eseguirà l’autopsia, così come disposto dal sostituto procuratore Stefano Gallo, poi la salma di Massimo Di Fabio verrà riconsegnata ai familiari.
I funerali dovrebbero tenersi domani (ma fino a ieri sera la data non era stata ancora fissata) nella chiesa di San Pio X. Di Fabio lascia la moglie Simona, dipendente di una profumeria, e un figlioletto che ieri avrebbe dovuto ricevere la Prima comunione. Tanti i messaggi di affetto e di solidarietà arrivati, anche attraverso i social, alla famiglia.
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