Mastrangioli, caso che divide il Pd

5 Aprile 2015

Berardinetti lo difende e “bacchetta” i vertici provinciali del partito

RAIANO. Non si placa la polemica nel Pd per l’addio dell’ex capogruppo in consiglio provinciale Enio Mastrangioli. Il segretario provinciale del partito Mario Mazzetti non ha gradito il comportamento di Mastrangioli e lo ha accusatro di non aver avvertito tempestivamente il partito della sua decisione. «Oggi, dispiace dirlo» spiega Mastrangioli «nel Pd, almeno a livello locale, c’è una specie di centralismo democratico, però funziona al contrario. In pochi decidono, magari intorno ad un caminetto o in una cena, e agli altri tocca passivamente accettare per la suprema causa. Se poi qualcuno osa contestare questi metodi scatta la menzogna e la denigrazione». Mastrangioli sottolinea di aver ufficialmente comunicato ai vertiti del Pd e ai consiglieri provinciali di voler abbandonare l’incarico e il partito dopo l’ultimo consiglio provinciale del 31 marzo. Alla base del disaccordo i metodi con cui è stata individuata la candidatura del sindaco di Pratola, Antonio De Crescentiis, alla carica di presidente della Provincia. «Prendo atto» conclude Mastrangioli «che si continua a non capire, o far finta di non capire, quello che era un ragionamento sul metodo seguito e non sulle persone».

E dalla parte dell’ex capogruppo Pd in Provincia si schiera anche Lorenzo Berardinetti, consigliere provinciale e regionale. «Penso che Mastrangioli» interviene «sia stato uno tra i consiglieri più competenti, serio e meticoloso che abbia conosciuto. Sono amareggiato per il comportamento che il partito ha avuto nei suoi confronti e provo ancora emozione ripensando all’ultimo consiglio provinciale e alle parole che Mastrangioli ha espresso nei confronti di tutta l’amministrazione con passione e allo stesso tempo tristezza. Tristezza per essere stato abbandonato dalla sua famiglia. Enio non ha mai fatto scelte personalistiche, è stato sempre un pungolo per la maggioranza e un ottimo collega per la minoranza. Eravamo a conoscenza delle sue dimissioni, e se il partito avesse ascoltato i nostri appelli, Mastrangioli sarebbe ancora dei nostri».

Chiara Buccini

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